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mercoledì 12 luglio 2017

L'archivista a cura di Maristella Copula

Autore: Maurizio Onnis e Luca Crippa
Titolo: L’archivista
Genere: Biografia
Pagine: 322
Data di pubblicazione: 2014
Casa editrice: Piemme



Hedy Epstein è una ragazzina come tante. Ha quattordici anni, una vita tranquilla in un piccolo paese tedesco, una famiglia affettuosa. Poi, un mattino, un professore le punta la pistola alla tempia davanti ai suoi compagni: la colpa di Hedy è di essere ebrea. È il 10 novembre 1938, la mattina dopo la Notte dei Cristalli. I genitori riescono per un soffio a farla fuggire in Inghilterra, appena prima che la catastrofe della Guerra mondiale li travolga.
Otto anni dopo, si apre in Germania la stagione dei processi ai criminali nazisti. In quei giorni una bella ragazza arriva a Berlino. Anche se indossa una divisa americana, il suo è un ritorno. A riportarla in patria è una missione precisa: lavorerà al processo di Norimberga contro i medici accusati di aver condotto esperimenti disumani sui prigionieri dei campi di sterminio. Si calerà nell’orrore dei lager, tra i documenti in cui la lucida follia burocratica del Reich ha archiviato i propri delitti, per ricercare le prove della ferocia nazista oltre i volti imperturbabili dei ventitré accusati. E poi, chissà che in quei fogli non si nasconda un indizio capace di rivelarle il destino dei suoi genitori, le cui tracce si perdono di fronte ai cancelli di Auschwitz.
Hedy scoprirà presto che il suo compito è ancor più arduo e doloroso di quanto potesse immaginare. Di notte vede in sogno la madre torturata dagli aguzzini nazisti, e comincia a sospettare che qualcuno stia sabotando il processo.
Per lei, la battaglia è sempre più cruciale: solo incastrando i criminali, potrà sperare di liberarsi dai fantasmi che la assalgono. Ma per salvarsi, sa che dovrà lottare senza arrendersi, senza fermarsi.
Fino alla fine.


   Dopo il bellissimo libro-documento “Il fotografo di Auschwitz” edito nel 2013 da Piemme, esce “L’archivista” che racconta una parte importante della vita di Hedy Epstein (1924-2016), una delle più famose attiviste americane per i diritti umani (nota in tutto il mondo la foto del suo arresto durante la protesta per la morte di Michael Brown avvenuta a Ferguson nel 2014) e una delle poche ebree capaci di vedere il conflitto arabo palestinese in un ottica differente, in opposizione alle politiche militari israeliane.
Il libro è frutto di un grande lavoro di ricerca, di testimonianze raccolte e di importanti incontri che gli autori Maurizio Onnis e Luca Crippa, che da anni scrivono in simbiosi, hanno utilizzato per questa biografia romanzata ricca di documentazioni storiche e fotografiche.
Hedy, nata a Friburgo in una famiglia ebrea, già a quattordici anni vive l’incubo della tristemente famosa Notte dei Cristalli e subisce le dure conseguenze delle leggi razziali naziste. I suoi previdenti genitori riescono in extremis a farla fuggire in Inghilterra attraverso un Kindertransport prima di venire catturati e trasportati ad Auschwitz dove troveranno la morte.
Dopo la fine della guerra Hedy lavorerà come archivista al Processo di Norimberga contro i medici nazisti, colpevoli di esperimenti disumani sui prigionieri dei campi di sterminio. Assunta dalla Procura Militare americana, avrà il compito di cercare prove atte ad inchiodare gli imputati alle loro responsabilità, cercando di fugare ogni dubbio perché in futuro nessuno possa mai dubitare che queste atrocità siano state realmente perpetrate.
Esperimenti sulle altitudini, sul freddo, sulla malaria, sui gas, verifiche degli effetti dell’acqua di mare sui corpi umani, prove sulla rigenerazione di ossa, muscoli e nervi, test sui veleni, sui sulfamidici, sulle ustioni, sulla tubercolosi e sul tifo petecchiale, sull’eutanasia e sulla produzione di scheletri umani, sulla castrazione attraverso i raggi X sono solo un piccolo elenco di nefandezze commesse a danno di prigionieri “cavia” sottoposti alle pratiche più abiette. Pochi di loro riuscirono a stento a sopravvivere, riportando danni gravi e permanenti nel corpo e nella mente.
Solo nel 1980, Hedy, dopo tanto dolore per la perdita della famiglia, riesce a visitare il campo di sterminio di Auschwitz, il luogo dove sicuramente i suoi genitori persero la vita tra i più spietati tormenti e fino ad età avanzata, ha continuato a condividere la sua storia e a riaffermare la sua importante testimonianza.

“Ricordare è l’unico modo che abbiamo per evitare di commettere gli stessi errori. Le discriminazioni esistono anche oggi. Pensiamo ai Palestinesi confinati a Gaza o alle ingiustizie che devono subire gli afroamericani in America. Racconto di quando mi chiamavano “sporca ebrea” perché non accada più a nessun bambino di sentirsi colpevole solo perché ebreo, nero, bianco o cinese”. E mai, questa donna forte e determinata, si è smentita nella sua lunga vita che, nonostante il dolore, è stata vissuta in pieno e in “modo sorprendente”.

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