martedì 23 maggio 2017

La stagione del sangue a cura di Monica Truccolo

Autore: Samuel Bjørk
Titolo: La stagione del sangue
Genere: Thriller
Pagine: 443
Data di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Longanesi


In una bella mattina di sole, sulle sponde del fiordo a sud di Oslo, in una radura tra boschi accesi dai colori autunnali, viene trovato il cadavere di un’adolescente. È nuda, magrissima, distesa su un letto di piume. Intorno a lei una schiera di candele disposte a formare una stella a cinque punte. Non appena si trova davanti questa scena, Holger Munch, il capo dell’unità speciale incaricata di risolvere i delitti più efferati e misteriosi, sa di non avere scelta: dovrà rivolgersi a Mia Krüger. Mia però è fuori dalla squadra. Nonostante i suoi successi, nonostante sappia orientarsi come nessun altro nei meandri oscuri delle menti criminali, i dirigenti della polizia norvegese continuano a ritenerla troppo instabile per affidarle nuovi casi. Perciò hanno deciso di sospenderla dal servizio e le hanno imposto di rivolgersi a uno psicologo, un provvedimento che l’ha fatta di nuovo sprofondare nell’isolamento e nelle manie autodistruttive da cui era da poco riemersa. Ma Holger Munch sa che solo Mia può interpretare il rituale di cui è caduta vittima la ragazza e impedire che chi l’ha sacrificata colpisca ancora. E a costo di inimicarsi i suoi superiori, la richiama nella sua squadra. Inizia così un’incalzante caccia all’uomo, che porterà Mia, Holger e i colleghi a scavare nei segreti inconfessabili di una città apparentemente perfetta, nei traumi di persone sole e abbandonate da tutti, negli abissi della follia e nei recessi più oscuri della rete, mettendo in gioco fino in fondo le proprie carriere, i rapporti personali e persino la vita.



   Samuel Bjørk è lo pseudonimo di Frode Sander Øien, poliedrico artista norvegese. È autore di pièce teatrali, musicista, cantautore e traduttore shakespeariano.  Questo non è il solito giallo nordico dal ritmo pressante ma si fa apprezzare per il suo incedere lento, soprattutto all’inizio. Un thriller scritto bene, con personaggi ben descritti e caratterizzati, raccontati bene anche dentro le loro vite personali, la vita problematica di Mia con le sue debolezze e Holger che sembra non aver ancora accettato il suo divorzio ma comunque due figure con una forte personalità.
Non è necessario aver letto il libro precedente a questo per poter apprezzare questo secondo racconto, dove comunque si ritrova la stessa squadra investigativa.
La storia si snoda con abili intrecci che NON permettono di capire chi sia l’assassino fino alla fine, crea suspence che invita il lettore ad andare avanti, non si vorrebbe mai posare il libro!
Forse lo stile non è dei migliori ma è sicuramente una lettura piacevole e scorrevole con un finale un po’ troppo affrettato.
Lo consiglio agli amanti del genere.

2 commenti:

  1. Ciao, credo che lo leggerò, me lo consigli?
    Salvatore

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