martedì 28 marzo 2017

L'ultimo respiro a cura di Katia Fortunato

Autore: Luigi Martinuzzi
Titolo: L’ultimo respiro
Genere: Thriller
Pagine: 279
Data di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Leone






Springfield, Massachusetts. L'agente dell'Fbi John Bay, entrato in crisi dopo la morte in un incidente della moglie Lucy, sembra avere trovato un nuovo equilibrio, anche grazie ai successi professionali raccolti insieme al collega Simon Lower. Ma i tormenti non sono finiti: ad attenderlo ci sono l'improvvisa morte di Simon e le indagini sull'Annegatore, uno spietato serial killer ossessionato dall'acqua. Un folle che vuole "purificare" le sue vittime dalle loro colpe, e per il quale lo stesso John diventerà il bersaglio più importante.







  
   Martinuzzi mi ha fregato! Mentre leggevo questo libro, mi sono ritrovata più volte a pensare che fosse opera di non so, un dilettante? Mi dicevo, tra me e me, che era un peccato; il tizio è bravo, ma il non aver sviluppato una parte fondamentale della storia mi stava letteralmente spiazzando. Perché? Mi chiedevo, sta tralasciando questa cosa (non vi dico quale, altrimenti vi svelo tutto il libro e allora, amen!)? Com’è possibile che si sia perso così? E invece, quatto, quatto, il Martinuzzi mi ha gabbato ben benino. Onore al merito! Oh, e non riesco a darmi pace per ‘sta cosa, sul serio. Il non aver capito, mi ha strappato una risata (di apprezzamento, sia ben chiaro) arrivata al punto cruciale.  

“…il destino non ti regala possibilità. Il destino decide e basta. Ti prende e ti porta via, a volte strappandoti di netto. E chi rimane deve solo accettare senza altra via d’uscita le sue decisioni.”

Queste frasi in sospeso, queste allusioni, queste cose dette e non dette… Grrr, che nervi! E le lettere? Dio!!!
C’è di buono che, seppur autoconclusivo (secondo i canoni dell’autore eh, sia ben chiaro, perché io non sono per niente d’accordo!), ci aspetta una nuova avventura di John, non so dirvi quando, ma Martinuzzi mi ha assicurato che ci sarà e sarà meglio per lui che esca presto…

“Siamo tutti visitatori di questo tempo, di questo luogo. Siamo solo di passaggio. Il nostro scopo qui è di osservare, crescere, amare… Poi facciamo ritorno a casa.”

Trama ben congeniata, personaggi caratterizzati egregiamente, scrittura veloce. Non c’è che dire, proprio un bel mix. Bravo! 

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