martedì 21 febbraio 2017

Forum: Il marchio dell'inquisitore

In collaborazione con Thriller Storici e Dintorni

Autore: Marcello Simoni
Titolo:
Il marchio dell’inquisitore
Genere:
Thriller storico
Pagine:
335
Data di pubblicazione:
2017   
Casa editrice: Einaudi


 



Il cadavere di un uomo incastrato dentro un torchio tipografico. Un investigatore, il cui passato è un mistero persino per lui, alle prese con intrighi politici, segreti ecclesiastici e vendette private. Una vicenda tesissima ambientata nell’Italia del Seicento, dove la diffusione della stampa sta aprendo le prime crepe nelle mura dell’oscurantismo.








   Nicolò: Ho finito di leggerlo due giorni fa. Una storia che ti fa immergere in un epoca particolare. Ogni pagina mi ha fatto immedesimare in Girolamo o Cagnolo, ho vissuto le loro emozioni in ogni istante. Mi è quasi dispiaciuto che il libro terminasse. Gli intrighi e i sotterfugi della Roma Seicentesca mi hanno rapito. Lo stile di Marcello è cresciuto decisamente, anche nell'uso lessicale impeccabile per l'ambientazione storica.

Laura: Un romanzo che mi ha fatto immergere in un ' epoca da me poco conosciuta, mi ha preso molto. Ricerche storiche per quando riguarda lessico ed ambientazioni impeccabili, grande Marcello Simoni!

Antonia: Il marchio dell'inquisitore non è esattamente un libro facilissimo da leggere: Marcello Simoni in questo romanzo ha dato prova di grande ricercatezza stilistica utilizzando un linguaggio non sempre di immediata comprensione, allo stesso modo molti riferimenti alla filosofia e all'alchimia se da un lato hanno evidenziato un grande lavoro di ricerca, dall'altro hanno reso la lettura meno immediata, dal momento che spesso ho avuto bisogno di soffermarmi per ricercare informazioni. La trama invece mi ha convinto fin da subito, mi è piaciuto molto il modo in cui è stata costruita la storia e soprattutto come i vari fili si sono ricongiunti alla fine della narrazione. Mi sono piaciuti molto anche i personaggi, nonostante non fossero il massimo della simpatia, con le loro convinzioni e le loro inquietudini, per non parlare delle meravigliose biblioteche mentali di Capiferro! Sicuramente un ottimo Thriller, da leggere.

“Il sospetto è per definizione un abbaglio fondato sull’intolleranza, sull’ottusità e sui luoghi comuni.”

Sara V.: Il secondo libro di Simoni che leggo, il primo L'isola dei monaci senza nome. Rispetto al precedente ho riscontrato una stesura con una terminologia non semplice, questo ha rallentato la lettura, non è stata immediata e facile la comprensione ed ho dovuto parecchie volte far uso del vocabolario. La trama è fitta e ben congegnata e ha sopperito alle mie difficoltà iniziali (credo sia proprio un mio limite), i riferimenti a luoghi e personaggi dell'epoca li ho particolarmente apprezzati, mi hanno permesso di addentrarmi nella storia. I riferimenti alchemici ed esoterici hanno fatto da sfondo alla storia, ho trovato interessante leggere di molti testi dell'epoca che non conoscevo. Ora lo Svampa, un bel personaggio, particolare, arguto, un passato oscuro alle spalle che ha inevitabilmente segnato la sua vita e lo ha reso a tratti quasi antipatico, non avvezzo a farsi traviare dalle idee altrui né dai primi sospetti che si affacciano alla sua mente. Immagino ci sarà un proseguo e credo che vorrò sapere il destino e le nuove avventure dell'inquisitore.

Thomas: Il mio primo di Simoni, un lessico ricercato ma mai noioso, direi giusto. Un giallo intrigante e scorrevole

Roberto O.: Decisamente un bel libro quest'ultimo di Simoni. Rispetto alle sue prime pubblicazioni ho notato la differenza di stile nella scrittura. Terminologia più ricercata e molto adatta al periodo storico di riferimento. Alcuni passaggi possono risultare più ostici di altri durante la lettura, ma questo non toglie piacere e scorrevolezza alla comprensione del "tutto". Mi sono piaciute molto le descrizioni dell'ambientazione Romana dell'epoca, così come gli approfondimenti sulle prime stamperie e i primi volumi stampati nei laboratori tipografici. Le tecniche di indagine di Girolamo Svampa, a volte dai toni un po' forti, disegnano un personaggio molto arguto e cinico che si deve districare tra le varie autorità del tempo (ecclesiastiche e non) alla ricerca dell'assassino. Un buon intreccio, un gruppo di personaggi ben caratterizzati e un finale "aperto" che lascia immaginare un seguito, fanno da ottimo contorno a questo buon thriller storico.

“Se gli altri son ciechi, non vedo perché io debba bendarmi gli occhi.”

Alessandra: Il libro ha tanti personaggi e una trama fitta e non di immediata comprensione tra domenicani, compagnia di Gesù, servi di Maria, rosacroce, santa inquisizione e congregazione dell'indice. Una bella messa in scena. Da amante dei libri ho subito il fascino dell'ambientazione: matrici, torchi, stampe, filigrane e miniature. Con un linguaggio appropriato all'epoca trattata, che mi è piaciuto immensamente, Marcello Simoni ha saputo dare vita al singolare personaggio di Girolamo Svampa: burbero, irascibile e misantropo in una parola sola fantastico! Svampa ha un suo passato che non viene del tutto svelato nel libro lasciando presagire un seguito. Lettura molto piacevole.
Simona: Rispetto agli altri libri l'ho trovato diverso, parole da cercare, ma con google ce l'ho fatta!! A parte tutto l'ho divorato! Marcello Simoni sorprende sempre!

Katia: Premetto dicendo che se non avessi avuto un’infarinatura della storia e del periodo in cui è ambientato il libro, molto probabilmente non avrei capito nulla. Non è un libro che consiglierei come approccio al genere storico. Detto questo, wow, gran bel libro. Conoscevo già la scrittura di Simoni e la sua capacità di tenerti incollata alla storia, e non sono rimasta delusa. Mi piacciono i libri che ti fanno entrare in sintono con i protagonisti. Dovrebbe essere così per tutti, ma purtroppo, almeno per quanto mi riguarda, non è così. Svampa, è un personaggio che non dimenticherò molto facilmente con le sue insicurezze mascherate, la sua voglia di riscatto per un padre accusato ingiustamente, per le sue convinzioni e per tante altre piccole cose, così come Capiferro. Quell’uomo è un mito con la sua biblioteca mentale, consultabile chiudendo solo gli occhi. Che capacità meravigliosa. Insieme, quei due, sono una forza della natura. Ho amato anche Cagnolo. Ho sperato con lui, combattuto con lui e amato sua figlia con lui. Spero di rivederli ancora insieme. Tutti e tre!

Nicolò: Katia, Marcello Simoni ha fatto intendere che ci sarà una nuova storia per loro, speriamo presto.

Katia: Speriamo sì!

“La verità certa risiede soltanto in ciò che è già accaduto, una dimensione definitiva e assoluta.”

Francesca: Il libro nel suo complesso mi è piaciuto molto, come sempre Simone ha molta cura nei dettagli sia per gli ambienti che per i personaggi. Il fatto che i protagonisti erano stampatori mi è piaciuto per approfondire un po’ anche questo aspetto del mondo dei libri. Devo ammettere che più andavo avanti con la storia più mi è risultato difficile inespicarmi tra i vari personaggi e vicende, cosa che mi ha fatto apprezzare il libro ma non pienamente. Il finale non mi ha lasciato senza fiato come i precedenti e non mi ha lasciato la voglia di continuare a leggere qualcos'altro dell'autore e mi dispiace perché gli altri libri devo dire che sono migliori!

Luciana: Onestamente non so come commentare questo romanzo. E' scritto bene, ben ambientato, colto; non riesco a fare delle vere critiche, ma non mi ha divertito. Io leggo per svago e da un romanzo cerco, oltre a una bella ambientazione, anche momenti di relax dove immergermi in un mondo diverso e vivere la vita dei protagonisti, positivi o negativi che siano, ma qui non sono riuscita a penetrare. Probabilmente risente di essere il primo di una serie e per questo lo Svampa, personaggio principale, così come la fine non sono stati ben sviscerati, lasciando troppo da scoprire nei prossimi libri. Leggo spesso le saghe, ma per piacermi, tutti i romanzi devono essere completi, altrimenti mi lasciano insoddisfatta.

Maria: È il primo libro che leggo di Marcello Simoni. Ne ho apprezzato molto l'indubbia preparazione storica e documentale, l'ambientazione precisa e molto particolareggiata, l'atmosfera della Roma papalina che permea le pagine. Ho avuto più difficoltà con i personaggi, a parte Capiferro, che ho trovato, a tratti, sfuggenti. La trama, inizialmente più lenta, ha poi avuto una buona accelerazione nella seconda metà del testo divenendo coinvolgente verso la fine. Mi resta la voglia di un secondo libro per conoscere meglio lo Svampa.

Jessica: Una storia molto bella! Scritta bene e con una trama coinvolgente. Ottimi la ricerca storica e lo stile di scrittura.

Emanuela: Non posso dire nulla sul libro, causa lavoro sono riuscita a leggere solo le prime pagine! Non vedo l'ora che sia estate per recuperare il perso, e partecipare seriamente alle condivise!

Marina: Il libro m'è piaciuto abbastanza e mi ha fatto piacere ripercorrere strade e luoghi già visti e scoprirne altri. Ho visto indizi su un possibile seguito

Noelia: A mio parere il migliore tra i libri di Simoni. L'ho divorato in pochissimo tempo, nonostante ci fosse un linguaggio molto ricercata. L'autore ha fatto un notevole salto di qualità! Non vedo l'ora di ritrovare nuovamente lo Svampa!

Sara Q.: Il marchio dell'inquisitore l'ho letto in pochi giorni. Seguo Marcello Simoni da sempre e ho letto tutti i suoi libri. Quest'ultimo lavoro mi è piaciuto particolarmente perché lo trovo scritto benissimo, con vocaboli ricercati che ti spiegano gli usi dell'epoca. Mi ha tenuto con la voglia di finire fino all'ultimo capitolo sempre col fiato sul collo e alla fine come sempre mi è dispiaciuto. Questo nuovo personaggio lo trovo "reale" nel senso che si sentono le paure che ha, i suoi vecchi scheletri che gli provocano pensieri. Ho viaggiato su strade nuove di Roma con lo Svampa, inquisitore alla ricerca della verità e anche con gli altri personaggi. Spero che ci sia un seguito!

Luci: Il libro di Marcello Simoni è un libro bellissimo. Ha creato un personaggio, lo Svampa, molto particolare un grande investigatore il quale ha un carattere molto forte e molto particolare, la descrizione dell'ambientazione della Roma papalina è descritta molto bene non vedo l'ora dei seguiti per scoprire il segreto di Svampa e soprattutto il suo rapporto con Saluzzo aspetterò i seguiti.

Beniamino: Che cosa dire che non sia già stato detto? E', si, un romanzo ma la sua lettura richiede l'attenzione di un testo impegnato quale, in sostanza, è. Abbiamo, infatti, tanti piani, tante sfaccettature, da capire ed integrare tra loro. Partiamo dall'inizio. Chi comanda a Roma? Il Papa, quindi la Curia, quindi il clero. Clero che, essendo composto da uomini, non può che presentare i vari aspetti umani. Capiferro è un cardinale ma anche un burocrate annoiato, il Cardinal nepote è il raccomandato e Fra Girolamo Svampa? Un disilluso animato da vendetta: mix alquanto pericoloso, tant'è che si affida al laudano...E i "comandati"? Chi sono? I membri del popolino, che tirano a campare come possono, timorosi della loro ombra, illetterati. Nel mezzo cosa c'è? Il vero dominus della vita umana: il Tempo che scorre, l'avanzare della civiltà; nel caso di specie rappresentata dalla parola scritta. Cosa temuta dal potere per il suo carattere sovversivo e temuta dalla maggioranza del popolino, privo com'è degli strumenti per gestirla. Risultato? La morte. Ma, per fortuna, l'avanzare della cultura è inarrestabile.

Lucia: Per me questo romanzo è partito un po' in sordina, il ritmo mano a mano si è fatto più incalzante fino a raggiungere una certa tensione verso il finale. Ho apprezzato l'accoppiata Svampa/Capiferro, che come già qualcuno ha notato ricordano Sherlock Holmes e Watson (ho invidiato le biblioteche di Capiferro, come molti di voi, presumo!). Seguendo Marcello nella sua evoluzione di autore ho notato naturalmente che la sua scrittura si è fatta più matura e raffinata, c'è sempre stata da parte sua una certa ricercatezza nel linguaggio che si appaia bene all'epoca storica che narra e che in pratica completa il lavoro di scrupolosa documentazione che sulla stessa svolge.

Annalisa: Ho iniziato e letto il libro in poco più di due settimane. Ho trovato un po' difficile la lettura, almeno all'inizio, per il fatto di dovermi fermare spesso a cercare i termini arcaici utilizzati dall'autore. Inoltre non avevo molta familiarità con l'ambientazione ed il periodo storico descritti nel libro. Secondo me il ritmo della narrazione all'inizio è un po' lento, ma subisce una decisa accelerazione negli ultimi capitoli della storia. Leggerei un eventuale secondo capitolo solo per la curiosità di vedere come procede la vita del protagonista.

Roberto D.: Ho trovato interessante ed enormemente maturato il lavoro di Simoni. Avevo letto la trilogia del Mercante di libri ed era sicuramente una buona lettura, ma questa opera ha avuto un lavoro dietro per ricerca e per contenuto, veramente senza pari. In ogni momento si ha la sensazione di essere veramente immersi nel passato, azzeccatissimo secondo me l'uso di un linguaggio "antico" che rammenta costantemente quanto i personaggi del racconto appartengano alla loro epoca. Chi si è interessato (come me) di tecniche di memoria ha trovato un riscontro eccezionale nell'uso dei loci ciceroniani, una chicca per me. Infine ho trovato belli anche i dialoghi, mai scontati e sempre arguti. A me è piaciuto e sono rimasto colpito dal pregevole salto di stile dell'autore, la trovo una buona lettura e spero che Simoni scriva ancora sull'argomento.

Valentina: Eccomi! Ho imparato a conoscere Marcello Simoni leggendo tutti i suoi libri, partendo dalla trilogia del mercante Ignazio da Toledo (di cui mi innamorai). Ogni volta che andavo a comprare un suo nuovo romanzo avevo delle aspettative alte e non sono mai rimasta delusa. In quest’ultimo ho proprio notato un salto di qualità sia lessicale che di trama, molto ricercata e dettagliata. Questo grazie alla passione che ha della Storia. La si percepisce dallo studio e l 'emozione della ricerca. I luoghi descritti ti immergono nella vicenda tanto da sembrare l 'ombra dei personaggi; personaggi che mi hanno incuriosita. La stima per loro cresceva in contemporanea alla stesura. Svampa e Capiferro come Cagnolo si son rivelati umani, nonostante l'inizio, disegnati quasi senza cuore. Mi è piaciuto parecchio ed aspetto il suo prossimo libro.

Macrina: Eccomi. A me il romanzo è piaciuto. Più di quelli della Saga del Codice Millenarius. La storia è solita storia noir con l'assassino che si traveste (posso dire che non mi piacciono gli assassini che si travestono?) ma la costruzione dei personaggi e la ricostruzione dei luoghi è magistrale. Il personaggio dell'inquisitore (l'ho già detto, ma mi ripeto), mi ha ricordato il famigerato Eymerich di Valerip Evangelisti, anche se lo Svampa è diverso, meno subdolo, non votato alla tortura. I suoi metodi, però, non sono molto delicati. E come si potrebbe, in piena Controriforma? Ho apprezzato (e invidiato) moltissimo la ricostruzione dei luoghi. Fantastica. Del resto, lo stesso Simoni spiega nella postfazione il suo metodo di lavoro: quello di n vero ricercatore. Anche io credo che, per scrivere storico, ci sia bisogno di lavorare molto a livello di cartografia, sto provando a farlo, ma è molto difficile. Ammiro, inoltre, il sottofondo colto che traspare in questo romanzo più che negli altri. Non credo sia adatto a lettori poco alfabetizzati. Insomma: si è capito che mi è piaciuto? Lo consiglierò agli amici.

Manuela: Eccomi... non sono una persona di molte parole... vorrete, spero, perdonarmi. Ho letto il libro con lo stesso entusiasmo che metto ogni volta che leggo Marcello Simoni, perché trovo che sia un ottimo scrittore, non solo per gli intrecci che crea, cosa non da poco, ma per tutti i dettagli, i particolari degli ambienti, luoghi, costumi e personaggi. Mentre scorro le righe mi sento risucchiata all'interno della storia e vivo insieme ai personaggi le loro stesse emozioni. Tornando al Marchio dell'inquisitore ho trovato una nuova energia, una scioltezza e un ritmo nuovo, tant'è che il libro nel giro di qualche sera l'ho finito. I personaggi sono come sempre particolari e mai scontati e primo fra tutti ho amato Capiferro, un personaggio con un gran spessore e un senso della giustizia. Ovviamente ho amato lo Svampa in tutte le sue sfaccettature. Insieme mi ricordavano Sherlock Holmes e il dottor Watson. Non mi dilungo oltre. Libro bellissimo. Ora non mi resta che attendere il prossimo. Grazie a tutti.


Nessun commento:

Posta un commento