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martedì 17 gennaio 2017

Il potere del cane a cura di Chiara Ronzoni

Autore: Thomas Savage
Titolo: Il potere del cane
Genere: Narrativa
Pagine: 304
Data di pubblicazione: 2016 (riedizione)
Casa editrice: Neri Pozza


Da pochi anni Thomas Savage è stato riconosciuto come una delle massime voci della letteratura statunitense contemporanea. Nei suoi romanzi il «vecchio West» si trasfigura: il paesaggio assume significati nuovi, entra nella trama caricandosi di metafore, mentre un raffinato scavo psicologico frantuma per sempre il cliché del cowboy leale e irreprensibile.Il potere del cane si svolge nelle pianure selvagge del Montana, a metà degli anni Venti. Due fratelli, appartenenti all’alta società locale, conducono da soli il grande ranch di famiglia: George, il più giovane, è un uomo semplice e arrendevole, mentre Phil, gelido e inflessibile, tiranneggia la proprietà. Malgrado le differenze i due hanno trovato un equilibrio, almeno finché George decide di sposare la vedova di un medico. La donna ha un figlio, un ragazzo delicato e sensibile, che al suo arrivo nel ranch suscita in Phil una profonda repulsione. Senza saperlo, George ha creato i presupposti del dramma che li travolgerà tutti. Nel raccontare il lento degrado dei rapporti fra i due fratelli, il rovinoso ingresso della vedova nell'ambiente della piccola città, l'ambivalenza di Phil nei confronti del ragazzo, Thomas Savage crea una prigione emotiva che rinchiude i protagonisti fino all'inesorabile, sorprendente epilogo.


   Montana, anni '20. In un ranch la vita di due fratelli, inseparabili, seppur così diversi, viene sconvolta dall'arrivo di una donna e di suo figlio. L'ambiente selvaggio delle praterie fa da scenario alla storia, lineare e semplice, nonostante scorra tra presente e passato e scenda nelle profondità dell'animo umano.

"Era sera, l'ora delle congetture. Phil meditava sul fatto che nella vita ciascuno trasmette un dono a qualcun altro; e, come avviene con le corde di cuoio intrecciato, il carattere umano si forma dalla combinazione di tanti fili, a volte con risultati positivi, altre deludenti."

 Libro asciutto ed essenziale, con parole misurate così come il carattere dei suoi personaggi: rudi, selvatici e senza sovrastrutture imposte dalla società. Ma al contempo leggendo questa storia, il lettore viene a contatto con una profonda analisi psicologica del rapporto fra i fratelli, fra l'uomo e la natura, la ricerca della libertà, la solitudine. Finale sorprendente, fuori da ogni possibile aspettativa. Edito per la prima volta nel 1967, Neri Pozza lo ripropone ripubblicandolo proprio ora. Meraviglioso, delicato, consigliatissimo.


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