lunedì 1 agosto 2016

Forum: Open

In collaborazione con Club Qualcuno con cui… Leggere

Autore: Andre Agassi
Titolo: Open. La mia storia
Genere: Biografia
Pagine: 502
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Einaudi



Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai visti prima.
                                                                                      
   
   

   Claudia: Io l'avevo già letto tempo fa. Mai mi sarei aspettata una storia del genere, quanta sofferenza; che vite strane, a volte. Mi è piaciuto. Chapeau ad André!

Sara: Inizio subito perché ho poco da dire, purtroppo l'ho mollato, non ce l'ho fatta...mi dispiace, ma è più forte di me, se un libro non mi piace affatto o mi fa star male non riesco ad impormi di finirlo, perché per me il tempo è prezioso. Perché l'ho mollato?? Perché mi innervosiva, io amo la scrittura di JR, e nonostante non segua il tennis, la storia di Agassi mi affascinava, ma purtroppo proprio la sua storia sofferta non mi ha preso. Mi faceva star male leggere la sua insofferenza, il padre e la madre li avrei picchiati, insomma mi si contorceva lo stomaco e quindi gli ho detto addio.

Lucia: Letto parecchio tempo fa e purtroppo ricordo la storia ma non i particolari. Romanzo molto ben costruito e che si legge bene. Un plauso a Moehringer per il suo stile impeccabile. Se c’è la passione per questo sport è gradevole leggere dei vari campioni quali Lendl, Sampras ecc… e della componente psicologia di questa disciplina che nel libro viene sviluppata molto bene. Però, mentre leggevo, inevitabilmente mi sono chiesta perché lo abbia scritto… e l’unica risposta che sono riuscita a trovare è “business”: fama del protagonista e capacità dello scrittore = successo.

Gino: Descrizione: «Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventù. E poi una carriera da numero uno lunga vent'anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Con l'avversario di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields e Steffi Graf. Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri».
Si potrebbe riassumere così: “Non è un caso penso, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love, gli elementi basilari del tennis sono quelli dell'esistenza quotidiana, perché ogni match è una vita in miniatura. Perfino la struttura del tennis, il modo in cui i pezzi entrano uno nell'altro come in una matrioska, rispecchia la struttura delle nostre giornate. I punti diventano game che diventano set che diventano tornei, ed è tutto così strettamente collegato che ogni punto può segnare una svolta.
Mi ricorda il modo in cui i secondi diventano minuti che diventano ore, e ogni ora può essere la più bella della nostra vita. O la più buia. Dipende da noi”.
Si legge di una parabola esistenziale, di uno sportivo Agassi, in balìa del dispotismo di una padre che gli impone di raggiungere un sogno che a lui è sfumato. Si legge di solitudine, di inadeguatezza, di sconforto. Sì legge della Bollettieri Accademy e dei ritmi funesti dell’allenamento. Si legge anche e soprattutto dell’atleta nel suo privato, di Andre decostruito dall’immagine di star e presentato come uomo, con le sue infinite debolezze. Troppe. Si legge della sua bontà, che diventa soccombenza. La stessa che non gli fa prendere posizioni anche nei rapporti privati. Un atleta che a mio avviso non odia il suo sport, il tennis, ma che soffre delle ferite e delle conseguenze per tutto ciò che ha attraversato per arrivare a tali risultati, quasi avesse un rancore dentro se stesso, un demone che è pronto ad attaccare per far pagare il prezzo di tutto ciò. La prima parte si legge con estremo piacere, la centrale cala un po’ nella tensione, la parte finale, invece, è il colpo di grazia, davvero stancante: non ho trovato per niente avvincente la lettura di ogni incontro in ogni loro evoluzione. Il libro ha il pregio di destrutturare la pagina di un artista/atleta e presentarlo come un uomo, con poco carattere c’è da dirlo, quindi perlomeno una possibilità di lettura può averla.

Adriana: Da ex tennista dico che Agassi non lo potevo digerire, tifavo sempre contro di lui, lo trovavo strafottente… Poi non ricordo chi, mi ha convinta a leggere questo libro che ho trovato davvero bello e interessante e il mio giudizio nei confronti di Andre è notevolmente cambiato. Non credo che tutto il merito del libro vada a JR, anzi, mettersi a nudo raccontare nei dettagli tutte le "fatiche" non del gioco ma personali non è facile. Quindi da parte mia un applauso ad Agassi, e non credo neanche che l'abbia fatto per soldi.

Barbara B.: Premetto che il tennis non mi piace. Se anche fossi portata per qualche sport, certamente non sarebbe il tennis. Ci ho provato, ma sta cosa che la racchetta è il prolungamento del braccio mi ha creato sempre grossi problemi e regolarmente davo l'impressione di star lì a cacciare le mosche. Quindi l'argomento non mi ha facilitato l'impresa... Ho trovato un po' frettolose le parti che mi interessavano di più, quelle dove il tennis era relegato in un angolo. Conosce Steffi e 6 pagine dopo hanno già un figlio. Ma no!!! Per lo stesso motivo non ho apprezzato lo stile di J.R., ero troppo insofferente al continuo parlare di set e match per concentrarmi sulla scrittura. Quello che invece ho apprezzato è stato l'uomo Agassi, che si è messo in gioco, che ha avuto un'infanzia assurda, che ha combattuto contro i suoi demoni per tutta la vita e che alla fine ha trovato il suo posto nel mondo. Ha avuto fegato a raccontarsi così, il fanciullo.

Michela: L'ho letto nel 2013 e vi assicuro che è stato uno dei migliori che mi sia capitato di leggere per caso…
"Anche se non è la tua vita ideale, puoi sempre sceglierla. Quale che sia la tua vita, sceglierla cambia tutto."
Se qualcuno mi avesse detto che avrei letto e pure commentato il libro biografia di Andre Agassi gli avrei riso in faccia… e pure sonoramente. Invece, stento quasi a crederci, oltre ad averlo letto con passione sto cercando pure le parole giuste per invogliare gli altri a leggerlo.
Andre Agassi
Chi non l’ha mai sentito nominare? Lo guardavo giocare, correre, imprecare in diretta televisiva. Sfido qualsiasi ragazzina adolescente dell’epoca a dire che non ne fosse segretamente innamorata. Io all’epoca tifavo per lo svedese Stefan Edberg (ma solo perché nella mia giovane mente l’idea di principe azzurro era un ragazzo biondo e con occhi color cielo). Andre non corrispondeva esattamente a quella mia idea, ma piuttosto assomigliava ad un bad boy, un mohicano, un punk, un ragazzo bello e maledetto… e giustamente, come ogni adolescente ribelle, adoravo le sue sfuriate, i suoi comportamenti e il suo abbigliamento. Quello che non conoscevo, ovviamente, era la sua guerra interiore. Tutti i suoi “ma” e i suoi “perché”. Mai avrei potuto immaginare che dietro la sua scorza da duro, si potesse nascondere una fragilità quasi infantile. Un uomo/bambino. Mai avrei pensato che odiasse il tennis, mai e poi mai. Nel mio immaginario lo vedevo felice e contento di poter realizzare i suoi sogni di atleta. Un bel percorso interiore. Una bella storia. La sua storia. Andre Agassi, un campione.

Emanuele: Abbandonato dopo la metà. Il 99% del libro è la descrizione di partite di tennis... e al popolo? Troppo ripetitivo, lo stile è asciutto ma non ci ho trovato nulla di speciale. La famiglia Agassi particolarmente simpatica, soprattutto il padre, che ho trovato delizioso e pacato
(Vorrei poterne dire bene, ma non ci riesco)

Arianna: Io mi ricordo un Agassi che adoravo. Io ero una bimba e lui era bello, arrogante e imprevedibile. Era un personaggio e questo libro mi ha invece presentato un Andre paladino della bontà. Che noia. L’ho trovato un po’ costruito e poco credibile. Non so, i personaggi descritti in un modo che non mi piace. Agassi comunque mi piaceva di più prima di questo libro così noioso, così favola americana. E l’autore io lo trovo soporifero, piatto.

Laura: Beh biografia direi d'eccellenza, si capisce che chi scrive fa lo scrittore non lo sportivo, poi aggiungi che il soggetto è unico e raro, sia nel talento che nel suo essere eccentrico e fuori schema, il risultato è una storia che ti prende e non ti fa annoiare... Un ottimo connubio. L'ho letto un paio di anni fa, non mi fece impazzire perché di Agassi non me ne può fregar di meno (libro che mi hanno regalato), ma è oggettivamente da lodare.

Ida: Mi è piaciuto molto. Mi riconosco nei sentimenti provati da Sara all'inizio e, proseguendo nella lettura con la conoscenza dei suoi familiari. Però questa è stata la sua vita e ce l'ha consegnata così come l'ha vissuta, a carriera ormai finita. Un campione malgrado tutto e tutti. Così era scritto per lui, e la penna di JR è perfetta, impeccabile. Sono però d'accordo con Lucia quando dice che dietro un libro così ci può essere solo business, oppure è un sostitutivo di anni di psicanalisi. Un campione ma anche un uomo solo. Bello davvero, ma capisco anche chi invece si è annoiato, scorrevole non lo è questo libro.

Anna: Bello davvero. Adoro J.R., il suo stile, la sua capacità di entrare nella storia dei personaggi che descrive. Non sono una grande appassionata di tennis, ma capire cosa c'è dentro/dietro un campione lo rende umano e vicino. Assolutamente da leggere!

Barbara B.G.: Eccomi. Ho letto Open anni fa. Spinta dalla curiosità verso un personaggio che avevo seguito con passione quando ancora il tennis era seguibile alla tv (mitiche le telecronache di Clerici e Tomasi su tmc2 che mi avevano fatto appassionare a uno sport che non avevo mai praticato in vita mia). La storia della vita di Andre mi aveva sconvolto e impressionato. Questo padre allucinate che gli ha bruciato infanzia e giovinezza. Mi era piaciuto come fosse scritto e mi stupivo che un atleta come lui avesse anche la capacità di scrivere così bene, senza sapere che c'entrasse J.R. (che poi ho conosciuto come scrittore solo successivamente).

Barbara C.: Ho letto e amato smisuratamente questo libro un po' di tempo fa, ma neanche troppo. Ne conservo ancora il ricordo e non mi succede con ogni libro che leggo. Mi è piaciuto tutto, lo stile e il contenuto, non è facile mettersi a nudo mai, ma ancora meno quando si è conosciuti. Complimenti.

Angela: Nonostante c'abbia messo una vita, mi è piaciuta questa "confessione" aperta e sincera di Agassi; lo stile è scorrevole e anche se ci sono tante (troppe) descrizioni di match (che non mi entusiasmavano nella lettura), non le ho trovate sterili come delle semplici cronache sportive, perché comunque si integravano bene con l'aspetto umano di Andre. La figura paterna mi ha dato l'orticaria più di una volta, ma vabbè, a modo suo ha contribuito a creare il "mito" di Agassi. Andre racconta tutto di sé, non ci nasconde i momenti bui e di terribile scoraggiamento, gli errori, e questo suo lato oscuro me lo ha reso "amabilmente umano". Una bella autobiografia, sono contenta di averla letta e di averne saputo di più su questo campione.

Alberto: Innanzitutto tra i libri proposti immaginavo che fosse uno dei titoli che poteva essere di 'nicchia', un po' si è rivelato così, ma in realtà mi fa piacere che abbia incontrato commenti positivi da molti, anche da chi il tennis non lo mastica. Personalmente ho vissuto quegli anni in prima persona, iniziando a voler giocare a tennis proprio per Agassi, ma poi (come per Arianna mi pare) seguire anche e con maggior stima Edberg. Diciamo che di uno seguivo lo stile del vestire trasgressivo e moderno (pantaloncini di jeans con fuseaux colorati sotto) dell'altro lo stile elegante e vincente del tennis. Il libro ha completamente stravolto l'immagine di Andre, la televisione e i giornali hanno trasmesso una immagine in quegli anni che il libro ha decisamente smentito. Sono uscito dalla sua lettura con la sensazione che, sotto alla punta dell'iceberg che TV e giornali ci propongono, esistono una serie di questioni, di azioni, di realtà private che tracciano un profilo differente rispetto a quello che mostriamo al mondo. Sono contento di questa condivisione, è stato bello seguire i capricci di chi non è riuscito a seguirlo e le parole di chi ha finito la sua lettura, grazie a tutti X il feedback, positivo o negativo che sia stato


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