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venerdì 13 maggio 2016

Teste matte a cura di Katia Fortunato

Autore: Guido Lombardi & Salvatore Striano
Titolo: Teste matte
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 623
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Chiarelettere


Tutti possiamo morire. Ogni giorno. Ma non tutti viviamo con questo pensiero. Non tutti pensiamo che ogni volta che mettiamo il piede fuori di casa possiamo essere uccisi. La nostra storia è cominciata quasi per gioco una mattina di trent’anni fa. A nove anni e già orfani dell’innocenza.
Quartieri spagnoli. Il centro di Napoli. Negli anni Ottanta il paradiso della criminalità. C’è un clan che domina tutto e tutti, la famiglia Viviani. E c’è un bambino, Sasà, già stanco di sottomettersi. Lui e suo cugino Totò sono artisti del furto, mariuoli sempre alla ricerca di occasioni. Tra contrabbando, prostitute, soldati americani, troveranno presto un protettore, il ladro più abile del quartiere, ‘O Barone. La madre, Carmela, prova a frenare quel figlio che cresce troppo in fretta. Lei sa cos’è la malavita: suo fratello è in carcere per omicidio, da allora combatte contro chi si vuole vendicare. Così Sasà si trova di fronte a una scelta paradossale, eppure l’unica possibile: entrare nella camorra per difendersi dalla camorra. Non ancora maggiorenne incontra i due uomini che gli cambieranno la vita: un trafficante di coca che tutti chiamano Rummenigge e un bandito detto Cheguevara per il suo spirito rivoluzionario. Insieme combatteranno contro il boss dei Quartieri spagnoli, ‘O Profeta, dando vita alla prima vera scissione nella storia della camorra napoletana. Dalle ceneri di questa guerra, nascerà qualcosa di mai visto prima: LE TESTE MATTE. Ragazzi così pazzi da dichiarare guerra a tutti i clan di Napoli. Un romanzo travolgente e feroce, costruito sulla storia vera ed estrema di un gruppo criminale che ha osato combattere la camorra con le sue stesse armi.


   Ma che bello questo libro! Bella la scrittura, bello l’argomento, belli i personaggi, veri, bella l’ambientazione; insomma, tutto!
Mi sono pure commossa! Cosa che mi è praticamente successa solo con un altro libro. Ho adorato Carmela, la mamma di Sasà. E che dire di lui? Come si fa a non affezionarsi ad un personaggio simile? Un criminale dal cuore tenero. Un moderno Robin Hood. Certo, parecchio, ma parecchio particolare come Robin, ma pur sempre attento alle “esigenze” degli altri. 

“Come dice mia madre, è inutile pensare al male, tanto viene comunque.”

Oddio, rubare è sempre sbagliato, ma ‘sta cosa che lui, insieme ad uno sparuto gruppo di altri delinquenti da strada come lui, si sia rivoltato contro la camorra, gli fa, diciamo, onore. La storia è ambientata negli anni ottanta/novanta, e ci sono proprio tutti, anche Pasquale Barra, associato a Cutolo e uno di quelli che accusò Enzo Tortora e morto a febbraio dello scorso anno.

“Cheguevara dice che quelli come loro non possono amare nessuno. Ma si sbaglia: che vita è senza una persona che ti ascolta, che si confida, che sorride innamorata quando fai il fesso?” 

Siamo abituati a sentir parlare della mafia, della camorra, di tutte le associazioni a delinquere di cui siamo circondati, dai tg, dai quotidiani. Ci raccontano quello che questi personaggi hanno combinato nel corso degli anni. Azioni esecrabili, ma, ecco, appunto, sono racconti, li dimentichiamo dieci minuti dopo. Leggere questo libro mi ha “aperto gli occhi”. Mentre leggevo, immaginavo e non c’è forza più potente di quello che tu riesci a percepire con i tuoi pensieri e il tuo cuore.
Leggetelo. Merita.


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