lunedì 23 maggio 2016

La ragazza dei corpi a cura di Katia Fortunato

Autore: Chelsea Cain
Titolo: La ragazza dei corpi
Genere: Thriller
Pagine: 340
Data di pubblicazione: 2009
Casa editrice: Rizzoli


Per dieci anni le era rimasto alle calcagna, ma poi era stata lei a catturarlo, distillandogli per dieci giorni le più atroci torture, sul filo della morte, con sottile piacere. Poi, inspiegabilmente, lo aveva liberato e si era consegnata alla polizia. Ora la serial killer Gretchen Lowell, ex psichiatra, è detenuta in un carcere di massima sicurezza. Ma anche il detective Archie Sheridan è chiuso nella sua prigione personale: dipendente da antidolorifici e psicofarmaci, incapace di tornare ad una vita normale, ancora ossessionato dalla sua aguzzina. Gli è impossibile dimenticarla: Gretchen lo ha marchiato a vita, incidendogli con un chiodo un cuore sul petto. Ora ogni domenica, lui la va a trovare in carcere, con lo scopo di estorcerle i nomi delle sue vittime e informazioni per ritrovarne i resti. Adesso Sheridan è in congedo forzato dalla polizia ma viene richiamato in servizio: per Portland si aggira un nuovo mostro, che predilige ragazzine quattordicenni. Alle indagini si unisce la giovane reporter Susan Ward, che aspira allo scoop della sua vita. Le indagini portano a tracciare un potenziale identikit dell’assassino, ma non ci sono prove per incastrare nessuno. Sheridan sa chi può aiutarlo a scovare il killer: solo una psicopatica può entrare nella mente di un proprio simile. Ma anche Gretchen lo sa e dà inizio a un sottile gioco di manipolazione, per intrappolare nella sua rete sia il detective sia Susan, ancora ignari che è lei a tenere le fila dei delitti di Portland.


   Devo assolutamente ringraziare la mia amica per avermi consigliato questo libro, ma se l’avessi fra le mani, magari la strozzerei.
Questo è il primo libro di una trilogia di cui lei, molto carinamente, mi ha passato solo i primi due, perché, se non ho capito male, il terzo non è ancora edito in Italia. Ora mi ritrovo con il secondo libro che, a mo’ di sirena ammaliatrice, cerca di attirarmi verso di lui e non so fino a quando resisterò… come potrei leggerlo sapendo che ce n’è un altro in giro per il mondo che arriverà fra le mie mani chissà quando? Ergo, parliamo di questo.

“Archie ha il cuore in gola, non riesce a deglutire. Gretchen profuma di lilà.”

Mi piace molto l’idea di una serial killer donna, coi controcazzi. E’ una decisamente tosta, crudele, sadica e chi più ne ha più ne metta. Donne così dovrebbero mettersi al servizio della comunità e non ammazzare gente, ma tant’è, non si può avere tutto. Mi piace molto anche la figura di Sheridan, vulnerabile, manipolabile, ma con una forza e un coraggio che non lasciano indifferenti. Ok, può sembrare un controsenso, ma, leggetevi il libro, e poi ne parliamo.

“Si risveglia dal sogno: è ancora nella cantina. Gretchen è lì con lui, gli ha messo una pezzuola fresca sulla fronte. Archie non si sente accaldato, ma si rende conto di essere madido di sudore.”

Il libro è autoconclusivo, quindi potete farlo tranquillamente.
Solo, non affezionatevi troppo ai protagonisti, altrimenti vi ritroverete come me, alla fine, con questo punto interrogativo che ti frulla in testa e ti fa fremere per leggere gli altri.
Brava l’autrice. Ha tessuto una storia niente male, non banale, che ti risucchia grazie anche a una scrittura fluida e veloce, che non ti dà tempo di respirare.
Il libro ve lo consiglio, è decisamente da leggere.


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