lunedì 2 maggio 2016

Forum: Ebano

In collaborazione con Club Qualcuno con cui… Leggere

Autore: Ryszard Kapuscinski
Titolo: Ebano
Genere: Saggio
Pagine: 280
Data di pubblicazione: 2001, 8ed.
Casa editrice: Feltrinelli


Viaggiatore curioso e acuto, Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Abita nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di tubercolosi e si fa curare negli ambulatori locali; rischia la morte per mano di un guerriero; ha paura e si dispera. Ma non rinuncia mai allo sguardo lucido e penetrante del reporter, all’affabulazione del narratore: che parlino di Amin Dada o della tragedia del Ruanda, di una giornata in un villaggio o della città di Lalibela, tassello dopo tassello le pagine di “Ebano” compongono il mosaico di un mondo carico di un’inquieta e violenta elettricità.
                                                                                     


   Luigi: Ho letto solo qualche pagina, ma non è proprio il momento di leggerlo. Aspetto tempi migliori…

Maristella: Sono contenta di aver letto questo libro così interessante e così pieno di grande rispetto per il popolo africano. Veramente un grande giornalista che non si è permesso di giudicare ma si è calato profondamente nella quotidianità africana anche a rischio della vita. E poi, gli splendidi paesaggi africani, il sole, gli animali, i colori, gli odori, il popolo così desideroso di spiritualità.... Che dire, grazie a Ida che lo ha proposto e mi ha dato l'input per leggere questo libro che avevo nel kobo e che non mi decidevo ad iniziare.

Barbara C.: Un bel libro, è partito lento, un po' in sordina, mano a mano ha preso campo e mi ha travolto. Racconta di un'Africa vera, non quella dei depliant turistici, ma quella delle pagine di cronaca che molto spesso non si addentrano nei veri problemi di questo paese. Conoscere l'Africa significa anche conoscere i problemi di tutte quelle persone che rischiano la vita attraversando il deserto per raggiungere il mare e salire su imbarcazioni fatiscenti pur di raggiungere un posto dove sperano in una vita migliore per loro e per i loro bambini. Purtroppo non sempre è così... Non so se i problemi di questo paese sono da attribuirsi unicamente ai suoi colonizzatori, di sicuro l'Occidente ha contribuito, e contribuisce ancora, in larga misura. Unica pecca è che è stato scritto tanti, troppi anni fa per farsi un'idea chiara di come possa realmente essere l'Africa oggi, ci sono cose che vorrei non cambiassero mai o non sarebbe più Africa per come la amo io, ma suppongo non sia possibile. Se si vuole aiutarla, un cambiamento graduale ma totale è inevitabile. Il rischio che si corre è di peggiorare la situazione. L'Africa vive in bilico su un suo equilibrio ben radicato nelle tradizioni, eliminate quelle, cosa resta?

Angela: Kapuscinski ci parla, più che dell'Africa, degli africani, e lo fa con la meticolosità del giornalista ma anche con lo stupore sincero e spontaneo del semplice visitatore che si ritrova a confrontarsi con una realtà complessa, un groviglio di culture, usi e costumi, tradizioni, leggende e miti, religioni e superstizioni, lingue, modi di dire e fare e pensare... assolutamente lontani dai suoi. Il resoconto che ne viene fuori è un quadro variopinto, coloratissimo, che attrae, affascina. Non nego di aver avuto momenti di lettura "faticosi", in cui mi sono sentita meno coinvolta ed interessata, e se ad inizio lettura andavo spedita, dalla seconda metà in poi ho rallentato molto e son giunta alla fine un po' a fatica. Ciò non toglie che, per il suo genere, è sicuramente scritto in modo abbastanza scorrevole e nel complesso questo viaggio in Africa è stato interessante.

Maria: Complessivamente mi è piaciuto, soprattutto per le descrizioni dei paesaggi che l'autore riesce a far vedere al lettore... Ho rivissuto per certi versi le forti emozioni che l'Africa può suscitare attraverso odori, temperature e colori che se non hai mai vissuto, difficilmente puoi immaginare tali e quali sono nella realtà... Anche per me la lettura di alcune pagine è stata faticosa, mi è sembrato di vedere uno di quei documentari storici che non catturano la mia attenzione costantemente. Mi rendo conto che, anche nel tentativo di riassumere quello che questo libro mi ha lasciato, adopero spesso un linguaggio legato ai sensi perché è questo che Kapuscinski fa: coinvolge con tutti i sensi il lettore, trascinandolo in un Paese che, pur nelle sue innumerevoli sfaccettature, va visto, odorato, assaporato, sentito e ascoltato! Un'ode all'Africa vera, di qualche decennio fa, nonostante il tentativo dei bianchi di occidentalizzarla.

Michela: Indubbiamente non è il mio genere. Ma secondo me è stata una lettura bellissima. Nulla a che vedere con i resort a 2000 stelle a cui siamo abituati quando parliamo tra amici del "abbiamo fatto un viaggetto in Africa". No qui si parla di vita, di esperienza, di sudore, di miseria e di tradizione. Mi ha rievocato l'odore della pelle e della terra che ho sentito anni fa nei villaggi dispersi del Senegal, odori, rumori, caldo, ospitalità e sorrisi sdentati di bambini simili a Cicciobello. Non so se lo consiglierei a qualcuno sinceramente, forse è più un saggio da affrontare se l'argomento Africa, con i suoi pro e contro interessa all' interlocutore in questione. In ogni caso ringrazio di cuore Ida per averlo proposto e ringrazio chi l' ha votato per avermi "costretto" alla lettura.

Barbara P.: Ho provato a iniziarlo ma non fa proprio per me.

Silvana: Reportage scritto bene, niente da dire in merito, ma se avessi saputo prima che era un saggio, probabilmente non l'avrei letto, anche perché non sono un'estimatrice del continente africano.

Lucia: Kapuschinski nell’introduzione dice che questo libro non parla dell'Africa ma di alcune persone che vi abitano e aggiunge che L'Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. É un oceano, un pianeta a se stante, un cosmo vario e ricchissimo. É solo per semplificare e per pura comodità che viene chiamata Africa. Credo sia un libro fondamentale per iniziare a capire l'Africa, è una cronaca giornalistica di ciò che è accaduto in Africa negli anni ’60, parla di guerre, siccità e delle carestie che hanno colpito gli abitanti dell’Africa negli anni '70 e '80 e nel Ruanda più recentemente. L'autore inoltre ha rischiato la morte in più occasioni per conoscere e raccontare cosa sia l'Africa e coloro che vi abitano.
"La prima cosa che colpisce è la luce. Luce dappertutto, forte, intensa. Sole dappertutto. Solo ieri, la Londra autunnale inondata di pioggia. L'aereo lucido di pioggia. Il vento freddo, l'oscurità. Qui, di primo mattino, l'aeroporto inondato di sole e noi tutti immersi nel sole."
Indubbiamente lascia amarezza scoprire che le popolazioni africane rimangano in balia del clima, questo sole cocente che travolge e brucia tanto da creare profondo disagio, da rendere invivibile una permanenza continuativa. Ma anche il sottostare alle regole dei vari oppressori sia stranieri che locali… questo ne consegue un popolo che non reagisce e lotta solo per riuscire a mangiare un pezzo di pane ogni giorno.
"Appare chiaro come questa gente non sia capace di cavare un ragno dal buco, come si faccia sopraffare dalla situazione, come un passo dopo l'altro mandi tutto in rovina".
Ho cercato per tutto il libro motivazioni per approvare, almeno in parte, i comportamenti degli africani ma non ne ho trovate, i miei sentimenti sono stati di pena, disgusto e in qualche caso anche di irritazione. E’ già da un po’ che cerco di approfondire con letture il tema dell’Africa e questo libro l’ho trovato molto istruttivo, scritto in modo semplice e coinvolgente ed è sicuramente una base per 
iniziare un percorso di ricerca e vera informazione su questa misteriosa parte del mondo.

Ida: Che bello! Proporre un libro e avere questi riscontri fa davvero piacere.

Gino: Ebano è un libro del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński, edito in originale nel 1998 e pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2000. Raccoglie una serie di esperienze vissute nei quarant'anni trascorsi in terra africana nella veste di corrispondente.
Nel libro il celebre reporter polacco racconta attraverso alcuni episodi significativi la sua lunga esperienza in Africa, un continente antico ed allo stesso tempo giovane e vitale, continuamente attraversato da violenti contrasti sociali e politici. Dalla prima esperienza del 1957 nel Ghana da poco divenuto indipendente, seguita dai suoi continui viaggi per tutto il continente, fino agli ultimi recenti in Nigeria, Etiopia, Eritrea, Kapuściński racconta attraverso gli incontri con gente comune o persone che hanno lasciato il proprio nome sui libri di storia la genesi di una terra che dall'uscita dall'epoca del colonialismo è passata all'entusiasmo per l'indipendenza, alla disillusione per la corruzione dilagante e l'instabilità per le continue lotte di potere, ai continui colpi di stato, spesso legati alla coincidente guerra fredda. Il tutto mescolato con i secolari conflitti tribali che possono in qualunque momento offrire l'occasione per sanguinosi massacri, o portare a conflitti decennali in cui bande guidate da warlords senza scrupoli si fronteggiano a spese di popolazioni civili portate allo stremo da continue razzie. Il cronista può così diventare testimone di episodi cruciali e terribili, come il colpo di stato del 1966 in Nigeria, la terribile carestia nell'Etiopia di Menghistu e la sua ingloriosa caduta, la presa del potere in Uganda dello spietato dittatore Idi Amin, il tremendo genocidio in Ruanda, le conseguenze dell'interminabile guerra civile in Sudan, il desolante lascito della guerra tra i sanguinari ed inetti warlords liberiani, con i loro bambini soldato. Il tutto visto comunque dagli occhi di chi ha sempre cercato il contatto con la gente comune, nel tentativo di comprenderne la difficile quotidianità e la sorprendente cultura, condividendone anche i rischi ed i disagi, ancor più difficili da sopportare per un uomo bianco. Condivisione che poteva significare incontri assai pericolosi con miliziani e rivoltosi del tutto imprevedibili, con non meno letali serpenti e malattie infettive, dalla terribile malaria cerebrale alla tubercolosi, arrivando a sperimentare le illusioni nel delirio da disidratazione di chi si trova perso nel deserto per un guasto meccanico. Viaggiando spesso con mezzi pubblici poco affidabili, o chiedendo passaggi a chi per lavoro può giungere nelle zone meno conosciute, per poter cercare l'essenza di terre e popoli regolarmente in lotta tra loro ed un ambiente duro e spietato. Una continua lotta dove il labile confine tra vita e morte diventa ispirazione per un diffuso fatalismo e senso del precario, in cui il soprannaturale diventa l'unica vera sicurezza, ed il miglior antifurto può essere un ciuffo di penne di gallo bianche appese allo stipite di una porta. E dove nulla di quello che si rompe viene riparato, perché anche una buca in mezzo ad una strada può incredibilmente diventare una fonte di guadagno ed opportunità, per anni ed anni. Merita di essere letto!

Ida: Il mio impatto con Kapuscinski è stato casuale, un paio di anni fa. Il fratello di una mia cara amica è un grande conoscitore e amante del continente africano. Da più di trent'anni i suoi viaggi hanno quel continente come meta, trascorre lì 3/4 mesi ogni anno e si può dire pensi che per lui è casa. Lo era anche per sua moglie che due anni fa è morta di malaria proprio durante uno dei loro lunghi viaggi africani. Una sera di due anni fa eravamo a casa di Enrico, e fu una serata bellissima trascorsa a parlare della "sua" Africa e del desiderio di tornare là al più presto. Mi incantai ad ascoltarlo, soprattutto perché non si trattava dei soliti racconti di viaggio ma di qualcosa di più intenso, molto interessante e sconosciuto a tutti noi che eravamo presenti. Me ne andai da casa sua con qualche libro che mi diede, tra questo proprio Ebano. Ho ritrovato nelle vostre belle recensioni anche le mie sensazioni provate durante la lettura, mi piace tanto l'immediatezza dei racconti di Kapuscinski, quel suo grande rispetto e voglia di andare al di là delle apparenze, di dare importanza all'essere umano e quel suo modo di descrivere anche il male e le miserie più grandi con lucidità e completezza. Intendo approfondire la sua conoscenza leggendo anche gli altri suoi libri. Sapevo di proporre un libro forse per pochi, ma credo ne valesse la pena. Mi dispiace se avete faticato, ma forse meritava un po' di fatica no? Quindi grazie a chi ci ha provato, riuscendoci o meno a portarlo a termine. Prossimamente ci sarà a casa di Enrico una serata africana, lui è appena tornato dal l'ennesimo viaggio, e non mancherò di fargli leggere tutti i vostri commenti, sicura che lo gratificheranno molto.

Gino: Grazie per aver condiviso con noi queste tue esperienze, è tanto affascinante la storia di Enrico, e il fatto che ti abbia trasportato a conoscere l'Africa non è affatto un caso. Grazie per averlo proposto, ce ne vorrebbero di più di questo generi di libri per dar voce a terre, e macrocosmi troppo spesso dimenticati da un'estrema Occidentalizzazione.

Ida: A chi volesse leggere qualcosa d'altro sul continente Africa, consiglio questo libro edito da Neri Pozza. Molto meno impegnativo di Ebano ma altrettanto interessante: Jeffrey Tayler, Vento di rabbia.
Bamako (Mali): Per ora la povertà e la disperazione bandiscono ogni pensiero di rivolta tra queste masse, ma in futuro, quando apparirà un salvatore, sfrutterà la loro sofferenza per creare un esercito di arrabbiati che spazzerà via le coalizioni dei volenterosi, aprirà brecce nei muri e invaderà l'Occidente. O forse saranno pochi e determinati fanatici, uomini pronti al martirio, a compiere azioni terroristiche ai loro ordini. Dopo la carneficina sembrerà impossibile spiegare come un abisso di tali proporzioni abbia potuto aprirsi tra nord e sud, tra i bianchi e il resto del mondo, e come si sia potuta tollerare, in un continente confinante con l'Europa, la morte per fame e malattia di milioni di persone e la radicalizzazione delle ideologie dei sopravvissuti.

Lucia: Speriamo che non succeda, anche perché soccomberebbero i bianchi che non c'entrano niente (come al solito) e mi auguro invece che le popolazioni africane riescano a migliorare le loro condizioni. Mi sono chiesta più volte leggendo il libro come possono le stesse persone ribellarsi alla schiavitù fino ad ottenere la parità dei diritti (vedi America) ed invece nel loro paese rimanere oppressi da qualsiasi cosa...

Rossella: Ebano a me è piaciuto molto e ringrazio Ida di averlo proposto. Ti porta in Africa e alle loro tradizioni. Un africano crede che esistono tre mondi diversi. Nel primo ci sono gli uomini e la natura. Nel secondo quello degli antenati e nel terzo quello degli spiriti. Un modo di pensare e una cultura sicuramente diversa dalla nostra. E' un libro scritto bene e fa conoscere più da vicino questo continente avvolto da segreti e che ha il suo fascino. La grande foresta con alberi giganteschi che sembrano monumenti. Sicuramente mi ha dato lo spunto per leggere in futuro altri libri ambientati in Africa.

Laura: Bellissimo!!! L'ho letto l'anno scorso e lo ricordo benissimo!!! Il valore aggiunto del libro è l'autore stesso che fa della sua esperienza nel Continente, l'esperienza di tutti. O quasi… La diversità di chi non vive in quei luoghi, le usanze, la geografia, le popolazioni, la povertà e la ricchezza che si scontra, la delinquenza… Le racchiude tutte nel libro. Sapientemente mescolati e descritti, senza annoiare, ma sempre più incantati dalla penna dei Rapu. Grazie Ida per averlo consigliato e proposto. Ne ho letto un altro anche un altro e in ogni libro comprendi l'infinita umanità e lo spessore intellettuale dell'autore.

Sara: Era da tanto che volevo leggere questo libro, in quanto vari amici tra cui anche Ida me lo avevano caldamente consigliato. E che dire? Ne sono stata rapita, presa in ostaggio, catturata... non riuscivo a staccarmi, l'ho centellinato per godermelo e assaporarlo pagina dopo pagina, racconto dopo racconto. Non ho voluto leggere altro in contemporanea, volevo restare in Africa con lui, con loro. È una terra ricca di fascino, posso capire ma solo immaginare cosa significhi il mal d'Africa... Una terra che resta impenetrabile, a volte incomprensibile per noi occidentali, ma bellissima, che merita rispetto e dignità. Kapu è stato abile e immediato nel suo reportage rendendo la lettura del suo libro scorrevole, piacevole ed intensa, almeno per me. Il pregio di questo libro è proprio lui, il suo profondo rispetto verso questa terra, resta sempre neutrale, racconta anche le cose più brutte, miserabili, senza giudicare. Ha uno stile che ti conduce per mano insieme a lui, ti presta i suoi occhi, naso e orecchie. Un talento non di tutti. Un viaggio attraverso la vera Africa, quella fatta dai suoi multietnici popoli, dai suoi colori, sapori, miserie, guerre.... Come dice lui stesso, è impossibile raccontare in un solo libro l'Africa, ma ha donato attraverso la sua esperienza il suo contributo nel portarla a noi lettori. Barbara C. non sono d'accordo con ciò che dici... lui ci dà anche tante conoscenze storiche del passato molto importanti per capire il presente. E quello che racconta non ha tempo. Il libro può fornirti un input all'approfondimento.

Adriana: Kapusiciniski mi ha fatto pensare a Terzani, entrambi avevano un modo di far giornalismo davvero raro. Di inviati speciali come loro non ne ho incontrati, nessuno è capace di raccontare i luoghi e la vita, in questo caso africana. Solo se ti inserisci nei loro disagi, nella povertà di questo popolo riesci a cogliere e ad afferrare la fotografia di una realtà che altrimenti non riusciresti a raccontare senza esser noioso. Solo condividendo con gli africani, la vita di ogni giorno, senza la paura di ammalarti, vivere nei loro vicoli, nelle loro case, puoi avere un immagine reale e ad aver la capacità di far fare uno straordinario viaggio in Africa che nessuna agenzia di viaggi può proporti. Un pezzo di storia raccontata con grande maestria.

Sara: Vero Adriana

Cristina: Il libro mi è piaciuto molto, sicuramente da consigliare a chi ama i saggi e vuole conoscere la vera Africa. Ho fatto un po' fatica perché non è il mio genere, ma in se scorre bene. Alcune parti sono davvero un pugno nello stomaco, ma servono a far abbassare un po' i toni "lamentosi" dei bianchi perennemente annoiati e insoddisfatti.

Chiara: Eccomi, in super ritardo ma ci sono! Il libro mi è piaciuto molto nel suo contenuto: mi ha permesso di avvicinarmi a quella realtà a cui non è possibile accedere se non attraverso i racconti di chi ci è passato, di chi ci è stato, di chi ha toccato con mano. I racconti sugli orrori delle dittature sono raccapriccianti ma utili perché mi hanno permesso davvero di aprire gli occhi davanti a quello che noi abbiamo, e che spesso diamo per scontato. La conoscenza di alcuni stili di vita mi ha permesso di capire anche tante consuetudini e logiche di pensiero diverse dalle nostre: ad esempio, fra tutte, il senso del tempo vissuto in modo molto differente da noi occidentali.  E’ stato un grandissimo arricchimento e ringrazio Ida per questa opportunità. Unico neo, che presento, la forma in cui vengono esposti i contenuti non è proprio quella a me congeniale. Il fatto che ci siano tanti pezzi completamente slegati gli uni agli altri non mi ha permesso di creare un legame, motivo per cui la mia lettura si è così dilungata. Ho scoperto un genere che non conoscevo.

Anna: Il libro mi è piaciuto davvero molto, a causa del poco tempo l'ho letto con molta calma ma questo non è stato negativo. L'ho assaporato. Questo modo di raccontare una cultura, una realtà che non è la propria, mi cattura, mi sono sentita immersa con K in questo mondo. Calarsi nell'Africa vera, nella molteplicità e varietà dei popoli che la compongono credo sia fondamentale per capire...noi abbiamo una visione del mondo totalmente opposta e, spesso, non riusciamo ad andare oltre. Sono felice di averlo letto.
“Ogni casa, ogni fattoria ha due dimensioni: una visibile e tangibile, e un’altra nascosta, segreta, sacra. L’uomo potendo, cerca sempre di tornare con regolarità nella propria casa natale, per riprendere forza e confermare la sua identità.”

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