Cerca nel blog

lunedì 1 febbraio 2016

L'invenzione della madre a cura di Katia Fortunato



Autore: Marco Peano
Titolo: L’invenzione della Madre
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 252
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Minimum Fax


Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare in presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo ‘everyman’, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amamiamo.


   Ultimo libro del 2015; di una descrizione quasi clinica. Mette a nudo le fasi di una malattia che fa paura e con cui tutti noi, più o meno direttamente, abbiamo avuto a che fare. Cominciando a leggere questo libro può sembrare cinico e si può pensare “Santo cielo, è di tua madre che stai parlando, mostra un po’ d’emozione!”. Ma non è così. Si percepisce un amore talmente profondo, del protagonista verso la madre, da averne quasi paura. E te ne fa, soprattutto se a leggerlo è una mamma.

“Le labbra allora si richiudono ed esce un suono […], quel suono dà forma alla parola più dolce e più forte che lui abbia mai pronunciato e mai pronuncerà: Mamma.

Sinceramente non so se consigliare o meno questo libro. Per chi ha vissuto una situazione simile è da masochisti. Chi ha la fortuna di non aver avuto a che fare con questa malattia che corrode non solo chi ce l’ha, ma anche lo spirito delle persone care che gli stanno intorno, potrebbe spaventarsi. Fatto sta che questo è un libro reale, che non ha paura di entrare nello specifico, che non ha remore nel spiegarti la posizione più comoda per cambiare il pannolone al “paziente”, che non si risparmia sulle medicine e i suoi dosaggi. Sul funerale, sulla vestizione e sulla preparazione del defunto. E’ un libro che fa riflettere e ti fa contemporaneamente chiudere e aprire gli occhi su una realtà che sta devastando molte persone.

Nessun commento:

Posta un commento