lunedì 25 gennaio 2016

Intervista col vampiro a cura di Katia Fortunato

Autore: Anne Rice
Titolo: Intervista col vampiro
Genere: Narrativa gotica
Pagine: 363
Data di pubblicazione: 1976 prima ed.
Casa editrice: Longanesi


Una stanza buia. Un registratore acceso. Un giornalista. E un vampiro. Da quasi due secoli, ormai, Louis de Pointe du Lac non è più un uomo: è una creatura della notte, e ha tutta la notte a disposizione per convincere Daniel, il giornalista, che la storia che gli sta raccontando è vera. Così come è vero il suo volto, tanto pallido ed esangue da sembrare trasparente, di una bellezza soprannaturale e per sempre cristallizzata. Louis racconta di come abbia ricevuto il dono (o forse la maledizione?) della vita eterna proprio quando non desiderava altro che la morte. È il 1971, è un'altra New Orleans, e Louis, in seguito al suicidio dell'amatissimo fratello, vorrebbe soltanto seguirne il destino. Ma la seduzione del dono oscuro è potente, specialmente se ha i modi, la voce e l'aspetto di Lestat. Sensuale e affascinante, crudele e allo stesso tempo capace di profonda commozione, Lestat ha bisogno di Louis tanto quanto Louis ha bisogno di lui. Quando infine, dopo anni di scorribande notturne, Louis sta per decidersi ad abbandonare Lestat, questi gli fa il regalo più grande: Claudia. Una bambina di appena cinque anni, in fin di vita, che solo il dono oscuro può salvare. L'unico peccato che il sacrilego e irriverente Lestat non si può permettere: creare una vampira di soli 5 anni. Una vampira bambina, che non crescerà mai. E sarà l'inizio della fine.


   E che palle! Ti svelo un segreto Louis, sei un vampiro, un morto/non morto, uno senz'anima, smettila di farti tutte 'ste seghe mentali e uccidi. La tua natura è questa. Non ce l'hai più un'anima, fattene una ragione e vivi la tua natura di vampiro. 

“Come tutte le persone forti, soffriva sempre di un po' solitudine: in un certo qual modo, era un isolata, una segreta infedele. L'equilibrio sul quale si reggeva avrebbe potuto essere sconvolto se avesse messo in dubbio la propria bontà.”

Libro scorrevole, bravissima la Rice, ma, diamine, troppo introspettivo per i miei gusti. C'è 'sto tizio, Louis, trasformato in vampiro da un altro tizio, Lestat, che non ha niente di meglio da fare che stare lì a rimuginare su chi è e chi non è. Si fa mille paranoie quando deve uccidere e poi fa arrivare il desiderio all'estremo per godere ancora di più dell'attimo. E che pizza! Ho letto tanti libri sui vampiri, e forse è stato questo il mio errore. Avrei dovuto cominciare con questo per poterlo apprezzare meglio. La svolta interessante la si è avuta quando Lestat, trasforma una ragazzina di cinque anni in una vampira bambina per fare una sorta di regalo a Louis e che poi cerca di uccidere il suo creatore. Ha più bolas la ragazzina che Louis nel mignolo del piede.  

“La grande avventura della nostra vita. Che cosa significa morire quando si può vivere fino alla fine del mondo? E che cos'è 'la fine del mondo', se non un modo di dire, perché chi sa anche soltanto cos'è il mondo stesso?”

Libro consigliato a chi si approccia a questo tipo di letteratura o a chi nonostante il male riesce a trovare uno sprazzo di bene. Un eroe romantico che cerca di andare contro ciò che è e di capire cosa è.


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