venerdì 8 gennaio 2016

Blast a cura di Katia Fortunato

Autore: Manu Larcenet
Titolo: Blast vol.4: Spero che i Buddisti si sbaglino
Genere: Graphic novel
Pagine: 202
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Coconino Press



“Un vento greve, che puzza di cadaveri e fuliggine, incombe sulla strada e mi gela le ossa. Il temporale si avvicina. Non cerco riparo, tanto non ce ne sono di adatti alla mia statura. Zoppico lungo il ciglio della strada, ubriaco come sempre, e intanto spero che la distanza fra noi si accorci, che finalmente la nostra pelle si tocchi. Sporco, sconfitto, sconvolto, rimando il momento in cui, senza più fiato e con i piedi martoriati dalle scarpe sbagliate, dovrò fermarmi. Sarò ancora abbastanza vivo da rimettermi in viaggio?”





   Ultimo volume di una serie di quattro graphic novel di un autore francese che conosco solo ora e di cui mi rammarico di aver letto per primo il quarto capitolo. Rimedierò sicuramente.

“Spesso sono proprio le persone più spregevoli a rinfacciarti di essere volgare. Sarà la tua sigaretta a scatenare una rabbia incontenibile nell’ex fumatore. Sarà il bugiardo più schifoso a farti la predica più dura. Allo stesso modo, sono proprio i meno portati per l’amore ad amare con più intensità.”

Una graphic novel nera, cupa e cruda; in una parola? Bellissima. Il quarto volume si apre con due agenti di polizia che continuano ad interrogare Polza Mancini, il protagonista, in merito al delitto di una ragazza, che insieme a suo padre, violentatore seriale, gli ha dato ospitalità perché in fuga. Ora, io avrei un problema. Non so come recensire questo libro. Mi sono documentata sugli altri tre volumi e saranno sicuramente i miei prossimi acquisti, ma come faccio a fare un sunto di quello che ho intuito e di cui non ho letto? Limitarmi a questo volume, sarebbe, boh, non saprei, ma sicuramente una cosa da non fare, quindi?

“Lo sai cosa dicono le puttane? Il trucco non serve a camuffare il viso, ma a svelarne i segreti.”

Limitiamoci ai disegni che anche senza la storia, wow, sono da brivido. Sembra escano fuori dalla pagina e ti sbattono in faccia una violenza incredibile. Sembra di guardare un film a cui hai tolto l’audio, ma che impatta su di te lasciandoti senza fiato.
Parliamo del titolo, Blast. Un’esperienza quasi extra corporea in cui può succedere tutto o niente a Polza, ma che è comunque una forma di “conservazione” per gli efferati delitti di cui è colpevole.

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