lunedì 30 novembre 2015

Se verrà domani a cura di Martina Campisi

Autore: Maurizio Assalto
Titolo: Se verrà domani
Genere: Narrativa italiana
Pagine: 176
Data di pubblicazione: 2013
Casa editrice: Cairo 


"Da qualche giorno c'è movimento, in casa. Telefonate, il campanello che suona, gente che va, gente che viene." Comincia così la giornata particolare del protagonista di "Se verrà domani", particolare perché è quella in cui, mettendo insieme piccoli fatti e carpendo parole veloci dette da altri, si rende conto della sua condizione. La figlia non gli è mai sembrata tanto cresciuta come oggi, addirittura un piccolo accenno di seno spinge contro la maglietta. Ma del resto si sa il tempo vola e i figli ti crescono sotto gli occhi e tu manco te ne rendi conto... e anche sua moglie, perché non arriva? E poi, il Bepi che è venuto a trovarlo, noioso come una malattia cronica con i suoi discorsi sempre uguali. La speranza è che non si sia offeso, perché stavolta si è assopito proprio mentre parlava e deve anche aver dormito un bel pezzo, perché al risveglio, il Bepi non c'era più. Poi, a un tratto, la consapevolezza si fa strada, agghiacciante come un brivido che, adesso lo sa, non può più sentire correre sulla schiena: un evento (un incidente? un ictus?) lo ha costretto a letto e gli ha annullato qualsiasi sensazione fisica, anche il dolore. Prigioniero del suo corpo, il pensiero del protagonista spazia, sorvola e poi scende in picchiata al cuore dei grandi dilemmi dell'esistenza e della non-esistenza che, visti in questa prospettiva, assumono una consistenza e una serietà che obbligano il lettore a riconsiderare qualsiasi convinzione.


   Questo primo scritto di Maurizio Assalto affronta la delicatissima situazione delle persone che si trovano in stato vegetativo cercando di far sorgere interrogativi nel lettore sulle possibili scelte: si tratta di decidere se una persona è degna di vivere in quel modo, e se quella è davvero vita. E’ un piccolo libro di 174 pagine che si leggono in un paio d’ore in quanto la scrittura di Assalto è parecchio scorrevole. I periodi sono molto brevi così come i capitoli, tutto è scandito con emozioni espresse in modo crudo e diretto, facendo quasi paura tanta è l’immedesimazione. 

“Se ci sarà un domani continueranno i miei pensieri, se domani i miei pensieri non ci saranno vorrà dire che domani non è venuto, che per me domani non verrà più.”

Ma cosa pensa davvero un malato in stato vegetativo? E come agisce chi gli sta attorno pensando che lui non senta nulla e che ci sia solo fisicamente? Forse non ce lo siamo mai chiesti, forse si dà più importanza all’aspetto etico della questione. È un libro che fa pensare al di là della specifica storia del protagonista di cui non sappiamo neppure il nome. Personalmente l’ho concepito come un mezzo per affrontare il tema dell’eutanasia. Io ve lo consiglio, nonostante sia un libro che mi ha lasciato un senso di vuoto e tristezza.

“Io sono una cosa sola con questo panorama, amo la sua ripetitività, la sua monotonia, la sua persistenza, la sua tranquilla imperturbabilità, è un senso di pace che non so dire, che non so spiegare, che mi conforta e mi fa stare meglio.”

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