lunedì 2 novembre 2015

Prenditi cura di lei a cura di Noemi Galletti

Autore: Kyung Sook Shin
Titolo: Prenditi cura di lei
Genere: Letteratura asiatica
Pagine: 224
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Neri Pozza




Una coppia di anziani si precipita verso il treno appena arrivato. L’uomo, la borsa della donna in mano, riesce a malapena a salire in carrozza. Non appena si volta, però, scopre con sgomento che i suoi occhi non vedono più la camicetta celeste, la giacca bianca e la gonna beige a pieghe della moglie. Della donna non vi è più traccia. Sparita, letteralmente inghiottita dalla folla. Così Park So-nyo, 69 anni, minuta, capelli argentati con permanente, scompare, senza denaro e senza documenti, nella sterminata marea umana della metropolitana di Seul.






   È difficile non sentirsi parte di questa famiglia, paragonarla alla tua, sentire la necessità di capire quanto poco sappiamo apprezzare quello che abbiamo fin quando non lo perdiamo.
Siamo in Corea del sud. Impariamo a leggere quello che in realtà la donna è stata abituata a fare, senza essere apprezzata. Dove l’emancipazione femminile c’è, ma non è sicuramente quella che abbiamo vissuto in occidente. Impariamo a leggere di una donna che ha fatto più di quello che una donna occidentale possa aver fatto, soprattutto nell’epoca che abbraccia le nostre nonne più che le nostre madri.
Impariamo a leggere soprattutto quanto si possa sottovalutare il ruolo di madre, moglie, donna. Da parte di figli, marito, popolo.
Ci speri fino alla fine che la ritrovino, questa piccola donna forte. Questa donna che ha lottato per tutto e soprattutto per i suoi figli, nonostante fosse poco apprezzata. Questa donna che diventa tua madre, tua nonna, tua sorella. Fa parte di te.
Un libro da leggere, che fa riflettere sì, non più di questo luogo comune dell’apprezzare quello che si perde e non quello che si ha. Però è la verità e dalla verità non ci si può nascondere mai. Un libro che ti fa vedere un po’ i lati di un popolo che non ti appartiene, ma che alla fine, in qualche modo ti somiglia.
Da leggere. Anche se ho trovato molte difficoltà a capirne i passaggi. Lo scrittore riesce a passare da una scrittura in prima persona, ad una in terza e ad un’altra in seconda persona. Ad un certo punto mi sono impantanata, ma è stato bravo. Coraggioso.

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