mercoledì 4 novembre 2015

L'ultimo libro a cura di Barbara Santoni

Autore: Zoran Zivkovic
Titolo: L’ultimo libro
Genere: Giallo
Pagine: 233
Data di pubblicazione: 2010
Casa editrice: Tea
 

Che cosa terribile! Purtroppo alla libreria "Il Papiro" si è verificato un triste incidente. Il signor Todorovic, uno dei clienti più affezionati, è morto improvvisamente, mentre stava leggendo un libro seduto su una poltrona. Vera Gavrilovic, una delle due libraie, è costernata, e quando arriva l'ispettore Dejan Lukic, per un semplice controllo, gli comunica a cuore aperto tutto il suo sconcerto e la sua preoccupazione. Non è che l'inizio, ahimè, perché al primo si sussegue un altro decesso, e poi un altro. Le morti sono inspiegabili, l'unica traccia è che tutte le vittime stavano leggendo un libro. Per Dejan, poliziotto amante dei libri, e Vera, libraia appassionata, comincia una strana indagine, sempre più incalzante, che si allargherà e si complicherà fino a coinvolgere addirittura la polizia segreta. Finché non s'imbatteranno nell'ultimo libro...

   
   In molti lo hanno paragonato a " Il nome della rosa" di Umberto Eco e devo dire che inizialmente, oltre agli espliciti riferimenti (evidentemente l'autore lo ha particolarmente amato), qualcosa nella trama lo ricorda vagamente. Ma, a mio parere, molti degli sviluppi ne differiscono parecchio. All'inizio ti prende con una voracità spaventosa, con i misteri degni di un giallo come si deve, poi cominciano ad arrivare alcuni aspetti un po' banali come, ad esempio, il flirt con la bella libraia (nessuno spoiler, si intuisce dalla prima pagina!) un po' frettoloso ed immediatamente "conclusivo", anche se, da romanticona quale sono, ho apprezzato anche questa vena poetica.
“ - … io avrei sicuramente chiesto il numero di cellulare di una donna con una voce del genere.”
-    Avresti sprecato tempo, un uomo che si vanta di non leggere niente non potrebbe mai fare colpo su una donna con una voce del genere. -
-    E da quando le conoscenze letterarie c’entrano in queste cose? -
-    Da sempre, solo che tu non te ne sei mai accorto. –“
Alcuni aspetti sono un po' ridondanti, forse esageratamente, ed è strano come alcuni particolari siano descritti in maniera accuratissima mentre altri siano quasi lasciati all'immaginazione del lettore, per non dire al caso. Ma a parte questo mi ha veramente colpito il modo in cui "un capitolo tira l'altro" ed il modo che ha avuto l'autore di lasciare sempre un dettaglio in sospeso che si rimandasse ad un capitolo successivo.  L'unico appunto è che il finale, parte decisiva per lasciare un bel ricordo, è un po'... poco costruito: si arriva alla scena finale, ti aspetti che tutto trovi una spiegazione, che abbia finalmente un senso e poi il nulla. Una spiegazione c'è, sì, ma è così assurda che risulta quasi una presa per i fondelli dai risvolti epici; anche qui più una cosa da guardare dal punto di vista sentimentale che altro. Ad ogni modo l'ho trovato ben scritto, scorrevole ed assolutamente piacevole come lettura non impegnativa, da prendere per il bel romanzo che è senza aspettarsi di più. E comunque assolutamente non paragonabile alla maestria di Eco ne "Il nome della rosa".

Nessun commento:

Posta un commento