mercoledì 18 novembre 2015

L'avvocato canaglia a cura di Katia Fortunato

Autore: John Grisham
Titolo: L’avvocato canaglia
Genere: Legal thriller
Pagine: 336
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Mondadori


Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c'è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, L'avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.


   Qui c’è qualcosa che non va! Sto vivendo un periodo particolare per quanto riguarda la lettura, mi trascino i libri come macigni, e ho pensato di prenderne in mano uno di un autore del quale ho già parlato e che mi piace molto: Grisham. Ecco! Da qui si capisce che non avevo niente di meglio da fare. Non capisco perché mi ostino a prendere i suoi libri. Le fregature precedenti non mi hanno spaventata abbastanza? A quanto pare no! In questo libro troviamo l’avvocato Rudd che sembra essere la brutta copia di Michael Haller, il protagonista di alcuni dei romanzi di Connelly, che va in giro in una macchina-ufficio, difendendo delinquenti presunti e non. Fortunatamente le analogie finiscono qui.

“Le nostre carceri sono piene di gente, le strade piene di droga. Chi sta vincendo questa guerra?”

Il libro è diviso in tre parti e la prima parte finisce con il caso di cui Rudd si occupa in quel momento, dando adito al pensiero che si tratti di racconti incentrati solo su un protagonista. Non è così. La prima storia ha un inizio e una fine nella prima parte, mentre le altre si sviluppano nelle altre due. Fin qui ci starebbe pure. Grisham ha provato una cosa nuova, che può anche funzionare, ma la prima storia! Ne vogliamo parlare? Sul serio? Meglio di no. E va bene; parliamone. E’ una presa per i fondelli bella e buona, arrivi alla fine e provi un senso di delusione talmente forte che ti vien voglia di chiudere il libro e usarlo per regolare la gamba del tavolo. 

“Bene. Questa è la regola. Picchiarsi è una cosa brutta e si finisce solo nei guai, quindi non lo fare. Non cominciare mai per primo. Ma se qualcuno ti colpisce, ti dà una spinta, o ti fa lo sgambetto, o se in due saltano addosso a un tuo amico, allora in quel caso può essere necessario azzuffarsi. Non tirarti mai indietro quando è l’altro a cominciare. E quando ti azzuffi, non arrenderti mai.”

Ora, Grisham a me piace molto. Ho letto tutti i suoi libri, e quando dico tutti non lo dico tanto per dire. Erano, e alcuni di loro lo sono ancora (vedi “Il momento di uccidere” N.d.R.) la mia ancora di salvezza da libri brutti, noiosi o pesanti, ma ora, sinceramente, vorrei dirgli una cosa: Prenditi una pausa, senti a me. Una vacanzuccia ai Caraibi che puoi permettertela, o alle Hawaii, non so, ma stacca. Ti prego! Prenditi una pausa. Possibilmente molto lunga. Rigenera e ritempra il corpo, lo spirito e soprattutto la mente! E poi, quando hai voglia di buttare giù qualche rigo, fallo, e dopo cancella. Prenditi un’altra pausa e poi… poi puoi prendere in considerazione l’idea di tornare a scrivere.

5 commenti:

  1. Questa è la mia recensione su Anobii !

    Ma questi scrittori si sono messi in testa che possono prendere i lettori per i fondelli??
    Dopo la Lackberg ,ecco che anche il "grande " Grisham scrive un libro che non è affatto un romanzo ,ma solo una raccolta di aneddoti giudiziari .Qui di canaglia c'è solo l'editore che l'ha pubblicato ,sperando di vendere solo perchè sulla copertina c'è il nome di Grisham!
    Basta!!! Dopo tanti altri come lui che scrivevano solo per contratto e che ho abbandonato ,adesso è il suo turno!
    Non perderò più il mio tempo a leggere cose sue,mi ha deluso veramente tanto!
    Ciao,sono Lia

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  2. Sono completamente d'accordo con te! Hai letto I segreti di Gray Mountain? Se no, non farlo!

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  3. Ciao, mi chiamo Andrea e anche io amo leggere. Sono andato nella vecchia abiazione, e ho trovato questo libro. Ho ancora molti libri da leggere, appena finisco mi metto e lo leggo. Pensa non sapevo neanche di averlo.
    Buon proseguimento di recensioni.

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    1. Buon pomeriggio a tutti. Katia VpL è possibile contattarti in privato per scambiare quattro chiacchiere su questo libro? Vorrei sapere se quello che voglio scrivere e spoiler o fuori tema solo per questo. Grazie. Sto a pagina 160/170 ho quai finito.
      Grazie in anticipo. La mia e-mail è andreajd91@gmail.com aspetto tue notizie grazie.

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