martedì 13 ottobre 2015

La bambina che salvava i libri a cura di Katia Fortunato

Autore: Markus Zusak
Titolo: La bambina che salvava i libri
Genere: Narrativa
Pagine: 563
Data di pubblicazione: 2007
Casa editrice: Frassinelli


Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone... Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un'intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il "Mein Kampf" e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s'infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.


   No! Questo è un libro che non mi è piaciuto. Ha deluso le mie aspettative. Consiglio: non leggete libri osannati, per il 75% delle volte sono sole.
Non sono d’accordo sul fatto che li “salvasse”, Liesel era una vera e propria ladra, che si introduceva in casa d’altri con il solo ed unico intento di rubare. Ma a parte questo (azione esecrabile a parte), il libro, di per sé non mi ha dato nulla. Non sono riuscita a leggere il messaggio dell’autore? Può essere! Da cinica e pratica quale sono, non mi stupirei affatto. 

“Un essere umano non ha un cuore come il mio. Il cuore dell’uomo è una linea, il mio è un cerchio. Io, inoltre, ho un’illimitata capacità di essere al posto giusto nel momento giusto. La conseguenza è che negli uomini trovo sempre il meglio e il peggio: vedo la loro bruttezza e la loro bellezza, e mi domando come la medesima cosa possa essere entrambe. Eppure, hanno la sola cosa che invidio: se non altro, gli uomini hanno il buon senso di morire.”

Sono contrariata dall’ambientazione, a me tra le più care. Ho letto tanto sul periodo storico in questione; quello che hanno passato gli ebrei mi fa incazzare come una belva, come il fatto che questo omuncolo abbia avuto potere di vita e di morte su sei milioni di esseri umani. L’ambientazione di questa storia non poteva essere un’altra? A parte ‘sto tizio che scappa per non essere preso dai nazisti e la marcia degli ebrei che si vede verso la fine, non c’è nulla più. Non è stata la passione per la lettura a salvare ‘sta ragazzina dalle brutture del mondo, è stato il fatto che non abbia vissuto appieno il periodo, cosa che mi fa piacere, per lei…
C’è di buono che la lettura è scorrevole e veloce e si legge in un giorno.

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