venerdì 2 ottobre 2015

Non spegnere la luce a cura di Katia Fortunato

Autore: Stefano Tura
Titolo: Non spegnere la luce
Genere: Thriller
Pagine: 237
Data di pubblicazione: 2003
Casa editrice: Fazi



Il cadavere di una giovane donna, incatenata e seviziata in una torre della campagna toscana tra Arezzo e Cortona, viene casualmente scoperto dall’ispettore Alvaro Verace, che trascorreva le vacanze da quelle parti. Gerace si ritrova a indagare sul delitto insieme a Meri D’Angelo, tenace e affascinante ispettrice della squadra mobile di Arezzo. Ma nel frattempo, a Bologna, il corpo mutilato e sfigurato di una donna viene rinvenuto in un cassonetto della spazzatura. Esiste un collegamento tra i due efferati delitti? Un nuovo serial killer è tornato a colpire? Il ritrovamento di un terzo cadavere di donna non lascerà più dubbi.





“- Guarda che bel lavoro ho fatto –, disse con folle orgoglio. Nel vedersi la bocca squarciata e i denti esposti in un ghigno terrificante, Janette si sentì svenire. – Bene -, fece l’uomo abbassando lo specchio, - adesso non perdiamo altro tempo. –"

   Sicuramente il migliore di Tura, letto fin ora. Particolari macabri che ti tengono col fiato sospeso. Personaggi ambigui. Un colpevole annunciato, ma con retroscena che non ti immagineresti neanche. Molto bello. Consigliato a chi ama il genere scritto da autori italiani, sorvolando su una piccola parte, all’inizio, un pochetto inverosimile (sarà la mia educazione puritana, ma due persone che appena si conoscono si slinguazzano senza pudore non mi sembra molto realistico). 

“Il corpo nudo e incrostato di sangue, era stato tagliato in tre parti: il tronco, le gambe e la testa. L’assassino aveva amputato gli arti inferiori subito sotto il ginocchio e aveva dato fuoco alla testa”

Fortunatamente sono finite le porte da cui origliare (a differenza del primo dove abbondavano e ti aiutavano a risolvere il caso) e la crescita stilistica è evidente (essere giornalista non ti fa diventare automaticamente scrittore). Autore da tenere d’occhio; io lo farò di sicuro leggendo qualcos’altro di suo.

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