sabato 10 ottobre 2015

L'intervista a... BRIAN FREEMAN a cura di Katia Foprtunato

“Penso che l’intervista sia la nuova forma d’arte […] Un’intervista ti dà spesso l’occasione di confrontare la tua mente con delle domande, il che a parer mio è quel che s’intende per arte. Un’intervista ti dà anche l’opportunità di eliminare tutti quei riempitivi… devi tentare di essere esplicito, accurato, in argomento… niente menate. La forma dell’intervista ha i suoi ascendenti nel confessionale, nel dibattito e nel confronto incrociato. Una volta che hai detto qualcosa, non c’è modo di ritrattare. Troppo tardi. E’ un vero momento esistenziale.” [Jim Morrison]

L’intervista

Ok. Wow! Ragazzi, Brian Freeman!
Io faccio fatica a contenere l’entusiasmo. Uno dei miei autori preferiti. Carinissimo. Sicuramente uno dei maggiori autori di thriller americani e chiunque ami come me questo genere, ha letto almeno un suo libro.
Con Il veleno nel sangue, nel 2013, ha vinto gli International Thriller Award; mica noccioline!

Cominciamo con qualche domandina personale…

Da esperto di marketing e pubbliche relazioni a scrittore di grande talento e successo… La nonna l’ha fatta rinsavire? Dev’essere bellissimo sapere che c’è chi crede ciecamente in te.  
Sono stato molto fortunato ad avere persone che durante tutta la vita mi hanno detto di continuare a scrivere - anche quando stavo lottando per sfondare. La mia famiglia è sempre stata lì, accanto a me. A scuola ho avuto un'insegnante meravigliosa che ha incoraggiato il mio amore per la scrittura. L'ho menzionata nei Ringraziamenti del mio primo libro, IMMORAL. Più di tutto, però, ho potuto contare sul sostegno di mia moglie, Marcia. La vita di scrittore non è facile, ma lei è stata con me attraverso tutti gli alti e bassi.

Lei scrive thriller, ma legge…?
Questo è stato l'unico lato negativo di sfondare come scrittore! Leggevo thriller tutto il tempo, ma ora che li scrivo, io davvero non riesco a leggere il mio genere. Abbiamo molti grandi scrittori di thriller, ma se si passa il giorno a scrivere tutta la suspense, semplicemente non è divertente leggere la suspense di qualcun'altro, alla fine della giornata. Ci si sente come al lavoro! Così, invece, ho letto la maggior parte dei libri storici ora. Naturalmente, questo mi fa venire voglia di scrivere un thriller storico!

C’è un autore di thriller, tra i suoi colleghi, che ammira particolarmente?
Sono sempre stato un ammiratore di Peter Robinson. Il suo libro “In a dry season” è uno dei più grandi romanzi polizieschi degli ultimi venti anni. Io e lui condividiamo molti valori sulla narrazione - la profondità di personaggi, l'importanza del passato, ecc...

Amélie Nothomb ha scritto di svegliarsi alle 4 del mattino, spinta dalla voglia di scrivere, anche lei è preda di questi raptus creativi?
Ah, oh sì, a volte si fanno grandi pensieri nel bel mezzo della notte! Naturalmente, spesso ti svegli e ti accorgi che erano senza valore. Io di solito non riesco a trascinarmi fuori dal letto così presto a scrivere. Invece, allungo la mano e metto il telecomando nella mia pantofola ... sperando, quando mi sveglio, di vederlo e ricordare cosa stavo pensando! (O che, semplicemente, passo sul telecomando ... dopo tutto, questo succede prima di prendere il caffè...)

Ho sbirciato la sua pagina e il suo profilo FB ed ho notato che non si sottrae ai suoi lettori, ma che è invece molto disponibile; com’è relazionarsi con loro?
Sì, cerco di essere molto accessibile ai lettori, sia su Facebook che via e-mail. Sono anche su Twitter, Pinterest, Instagram. Mi piace ascoltare quello che i lettori pensano dei miei libri, e ho imparato molto ascoltando ciò che funziona per loro - e anche ciò che non funziona. Ho sempre risposto personalmente. Se un lettore si prende il tempo di scrivere per me, voglio che sappia quanto lo apprezzo. Inoltre, gli autori si affidano sempre di più ai lettori per diffondere la parola. Spero che la gente che si connette con me dica a tutti i suoi amici dei miei libri!

Ho un’amica che mi ha chiesto di riferirle che la ama, le sue fans sono tutte così scatenate?
È così dolce! Anch'io amo i miei fans. C'è un legame speciale tra autori e lettori. E’ un'esperienza molto personale.

Cosa dovrebbe fare un ragazzo che volesse iniziare la carriera di scrittore? Quali consigli gli darebbe?
Io dico sempre agli aspiranti scrittori che il 100% dei libri non scritti non sono mai stati pubblicati! Scherzi a parte, gli scrittori sono di solito i loro peggiori nemici. Si analizzano da fuori. Si convincono che sono nulla di buono. Dovete guardare i vostri demoni interiori e continuare a scrivere.

Parliamo dei suoi libri…

In un intervista ha dichiarato che le sue sono storie di persone comuni spinte al limite delle loro emozioni… È questo che vogliono i lettori?
Io non scrivo di super-eroi o super-criminali. Ho preso persone reali e le ho messe in alcune situazioni buie e difficili. Voglio che ai lettori importi di loro - sia per i personaggi "buoni" che per i personaggi "cattivi". I miei eroi commettono errori, e di solito c'è un'umanità essenziale anche nei personaggi che fanno le cose peggiori. Spero che significhi che i lettori possano mettersi nei panni di tutti i personaggi e che si colleghino con loro personalmente. Penso che questo sia ciò che fa prendere vita al libro nel cuore di un lettore.

Ne Il dubbio incontriamo un nuovo eroe, Cab Bolton, che poi ritroviamo nel suo ultimo libro, Io sono tornato; che vuol dire? Jonathan Stride ha fatto il suo tempo? Cab prenderà il suo posto?
No! Non mi dimenticherò mai di Jonathan Stride. Il mio prossimo libro, in Italia, sarà il più recente dei racconti di Stride. Ma è anche sempre una bella ricompensa inserire nuovi personaggi e nuove storie per i lettori. Ci sono storie che posso raccontare con Cal Bolton, che non si inserirebbero in un racconto di Stride e viceversa. La cosa principale è che ho sempre voluto raccontare una storia che prenda i lettori.

Sia per Cab che per Jonathan, è partito con l’idea della serie o sono personaggi che sono cambiati e cresciuti insieme a lei?
Ho scritto cinque romanzi su Stride, e ho sentito che avevo messo quel povero uomo in un tale inferno che aveva bisogno di una pausa! Così ho scritto Il Dubbio, con l'intenzione di farlo essere un romanzo a sé stante. Tuttavia, i lettori hanno abbracciato il personaggio di Cab Bolton tanto che ho deciso di riportarlo in IO SONO TORNATO. Che in origine era anche di Stride, in realtà. Io davvero non immaginavo una serie quando ho scritto IMMORAL, ma i lettori volevo ancora Stride! E per me, è stato gratificante vedere Stride, Serena, e Maggie crescere e cambiare durante la serie. Lo stesso sarà anche per Cab. Non so dove stanno andando ... me lo diranno mentre scrivo!

Quanto è importante l’aspetto psicologico nei suoi romanzi?
E 'davvero il cuore dei miei libri. La suspense e il dramma emergono dai segreti, dagli sfondi, e dalle emozioni dei personaggi.

Si suppone che i thriller siano territorio esclusivo degli autori americani, ma ultimamente in molti si sono cimentati in questo genere, che ne pensa? E degli autori italiani? Per citarne uno: Giorgio Faletti, che ha dichiarato di apprezzarla molto; lo conosce?
Giorgio ed io siamo stati amici di e-mail per diversi anni. Era così gentile da darmi approvazione per i lettori italiani. Sono rimasto scioccato e rattristato quando lo abbiamo perso ... che tragedia. Vorrei aver avuto la possibilità di incontrarlo di persona. E sì, penso che stiamo assistendo a molti scrittori in tutto il mondo che affrontano il genere thriller. Questa è una buona cosa, perché vediamo prospettive diverse.

Perché chi non ha mai letto i suoi libri dovrebbe cominciare a farlo?
I lettori avranno due cose dai miei libri. La prima è una storia con tanti colpi di scena in cui dovranno continuare a girare le pagine per scoprire cosa succede dopo. Ho avuto una lettrice che mi ha scritto che è stata costretta a prendere "illecite pause bagno" al lavoro per leggere un altro capitolo! Questo è quello che mi piace sentire. Al di là della trama, però, penso che i lettori potranno anche abbracciare i personaggi. Loro resteranno nella vostra mente dopo aver terminato il libro, e vorrete incontrarli di nuovo.

Parliamo di pirateria; è indubbio che questa porti un notevole danno agli autori e a tutti quelli che sono dietro, e la venuta degli e-book ha favorito enormemente questo giro. Molti si giustificano asserendo che il costo dei libri è piuttosto alto; non si può proprio fare nulla per arginare questo fenomeno, magari abbassando il costo dei libri (e qui parlo da lettrice accanita)? Qual è la sua posizione?
Molte persone non capiscono quanto è dannosa la pirateria per gli scrittori. Siamo singoli, artisti lavoratori autonomi. I lettori pensano che siamo tutti ricchi, ma per la maggior parte di noi, questo non è vero. La pubblicazione è un business molto difficile, per guadagnarsi da vivere. Così, quando qualcuno pirata uno dei miei libri, rende sempre più difficile per me continuare a scrivere. Loro possono pensare che la pirateria danneggia solo le grandi aziende come studi cinematografici o editori giganti. In realtà, mi fa male personalmente, seduto nel mio piccolo ufficio nella mia piccola casa, cercando di sostenere la mia famiglia con le vendite di libri. I prezzi dei libri sono scesi in modo significativo a causa degli e-book. In realtà, i libri sono un affare, date le ore di intrattenimento che forniscono. Non riesco a pensare ad un altra forma di intrattenimento come questa a prezzi ragionevoli.

A proposito di e-book… Lei cosa ne pensa? È uno di quelli che crede che la carta stampata ha un fascino e un odore che non si può mettere da parte o è favorevole alla lettura elettronica? In fondo, l’importante è che si legga?
Sì, esattamente - la lettura è ciò che conta. La lettura di un e-book è un'esperienza diversa dalla lettura di un libro fisico, ma c'è spazio per entrambi i formati. Molte persone preferiscono la sensazione di un libro in mano. D'altro canto, gli e-book offrono grande comodità e flessibilità. Non credo che abbiamo bisogno di scegliere. Io personalmente, trovo un e-book un ottimo modo di leggere. Ma amo vedere le copie fisiche dei miei libri nella mia libreria!
 
Bene. Io non posso fare altro che ringraziarla di aver risposto alle mie domande, sperare di avere la possibilità di parlare ancora con lei e, da lettrice di tutti i suoi libri, farle un’ultima domanda…
A quando il prossimo?
Il mio nuovo romanzo di Jonathan Stride sarà disponibile in Italia nel 2016 - si spera, nella prima parte dell'anno! Il titolo inglese è GOODBYE TO THE DEAD . La prima parte si svolge nel passato, quando la defunta moglie di Stride, Cindy, è viva; e la seconda metà si svolge nel presente, con Stride e Serena. Si tratta di un thriller molto emozionante. Spero che tutti voi lo amerete!

Grazie per la gentilezza e la disponibilità.

Traduzione: Miriam Quaquarelli, Barbara Santoni

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