giovedì 17 settembre 2015

Voci soffocate a cura di Katia Fortunato


Autore: Beppe Quintini
Titolo: Voci soffocate
Genere: Thriller
Pagine: 536
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Time Crime
Prezzo: 9.90 Euro


In una mattina di freddo pungente come filo spinato, un frate è seduto nella cabina di un confessionale e ascolta una voce. "Stanotte ho ucciso..." Poi una frase enigmatica: "La salvezza del prossimo è più vicina di quanto pensi. Non sta in cielo ma in terra." Inizia così uno dei casi più complessi che Mathias Novari, ex poliziotto sospeso dal servizio, e l'agente Marina Bruni, donna tenace e affascinante, abbiano mai affrontato. Sulla scena del crimine, accanto ai cadaveri di un uomo e una donna, l'assassino ha lasciato una macabra composizione, la sua firma. Prende il via una caccia all'uomo che dalla provincia trentina si intreccia prepotente con l'oscura abitudine di un senatore a Roma. C'è un filo rosso che lega il sangue versato quella maledetta notte agli ambienti altolocati della capitale, ma è inafferrabile, confuso. Il killer è un'ombra: non ha lasciato nessuna traccia, non ha commesso errori, e nel complicato puzzle che Novari e la Bruni tentano di ricomporre manca sempre qualche tessera. Eppure la verità deve celarsi da qualche parte, forse proprio in quella firma lasciata dall'assassino...


   Romanzo d’esordio di un autore italiano che, secondo me, ne farà parecchia di strada, considerando questo scritto. E da qua si capisce che il libro m’è piaciuto. Del resto non avrebbe potuto essere altrimenti.
Scrittura? Veloce.
Trama? Interessante.
Personaggi? Veri, attraenti, in gamba e tosti (il che non guasta).
Ambientazione? Bella.
Finale? E chi se l’aspettava? 
Con tutti questi punti a favore non si può non leggere il libro.

“- Non sono obbligato a fare nulla di ciò che sto facendo, non ho alcun vincolo di subordinazione e a nessuno devo rendere conto… Eccezion fatta per me stesso. - Quel me stesso era una motivazione più forte di qualunque altra. Era la Motivazione: una molla che si comprime e d’improvviso si lascia andare. Sai dove ti porterà ma non sai in che modo ci arriverai. Partenza: l’unica certezza. Arrivo: l’obiettivo. Percorso: qualsiasi cosa possa collegare l’unica certezza con l’obiettivo.”

E vogliamo parlare del fatto che a partire dal capitolo ventinove non riesci più a respirare?
Cominci a trattenere il respiro e non riesci a smettere di leggere: primo perché vuoi sapere, e secondo perché trattenere il fiato così a lungo non è mica facile.
Il finale è inaspettato. O per lo meno io non l’ho capito, fino a quando Marina (protagonista femminile) non ha avuto la cortesia di spiegarmelo. Eh sì!
Piacevole sorpresa. Sono sempre molto contenta quando un italiano si cimenta in un genere che è territorio quasi esclusivo di autori d’oltre oceano. Penso sia arrivato il momento di togliere il quasi e l’esclusivo, perché cari miei scrittori statunitensi, la concorrenza italiana si sta facendo serrata, avendo tra le sue fila, oltre ai grandi del genere, anche il nostro neofita Quintini.

“ La vita è strana, imprevedibile, come il soffio del vento che senti ma che non puoi imprigionare. Ti solleva i capelli, sparisce e ritorna. Non puoi nulla se non lasciare che faccia tutto lui.”

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