martedì 15 settembre 2015

Triomf a cura di Katia Fortunato


Autore: Marlene Van Niekerk
Titolo: Triomf
Genere: Romanzo
Pagine: 624
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Neri Pozza




Sudafrica, 1994. Alla vigilia delle prime elezioni democratiche che Mandela vincerà, la tensione monta tra le strade di Triomf, quartiere di bianchi poveri della periferia di Johannesburg dove si aggirano razzisti del National Party, testimoni di Geova e sfaccendati di ogni genere. A Triomf conducono la loro misera e, insieme, esilarante esistenza i Benade: padre perennemente attaccato al televisore, madre in perenne vestaglia, e figlio in perenne ricerca di una donna. Attraverso le loro comiche vicende, Marlene Van Niekerk dipinge un memorabile affresco del Sudafrica e degli effetti dell’apartheid sugli afrikaner, la popolazione di boeri bianchi che colonizzò il paese al seguito della Compagnia Olandese delle Indie Orientali.




   Che dire? Libro decisamente forte. La Van Niekerk va dritta al cuore, lo stomaco e la mente. Cuore: perché non puoi fare a meno di provare compassione per questa famiglia che tira avanti alla meno peggio, che sogna i tempi passati, che nonostante le liti, i contrasti e i soprusi non può fare a meno di appoggiarsi l’uno all’altro.
Stomaco: perché per leggere di incesti, rapporti sessuali consenzienti tra fratelli, moglie e marito, madre e figlio epilettico, bisogna avere uno stomaco di ferro.
Mente: perché hai bisogno di capire, di cercare fra il degrado di questa famiglia se c’è qualcosa di buono. 

“Per tutta la vita abbiamo sempre fatto del nostro meglio con quello che avevamo… O con quello che pensavamo di avere perché mica sempre conosci le tue possibilità, e non sempre sei in grado di riconoscere i tuoi talenti. Si fa presto a passarci sopra. Non è colpa di nessuno”

La Van Niekerk ti catapulta con la sua scrittura cruda, descrittiva, che rasenta l’esasperazione e ti fa venir voglia di chiederti quando e se arrivi al sodo, ma è necessario. È necessario per comprendere gli atteggiamenti, le sensazione e i sentimenti dei protagonisti. Riesce a farti “comprendere” e a guardare una madre che fa sesso con il figlio, e che come preoccupazione ha quella di chiedersi se una donna bianca possa fare sesso con uno di un altro colore senza che questo vada contro l’Immorality Act.
Agghiacciante. Osceno. Crudele. Quasi poetico.

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