martedì 29 settembre 2015

I pesci non chiudono gli occhi a cura di Martina Campisi

Autore: Erri De Luca
Titolo: I pesci non chiudono gli occhi
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 115
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Feltrinelli




A dieci anni l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D’estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant’anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l’abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.






 “- Chiudi quei benedetti occhi di pesce. –
-Ma non posso. Se tu vedessi quello che vedo io, non li potresti chiudere. –"

   Un bambino di soli dieci anni, timido, responsabile, un po’ solitario, amante della lettura e che ben presto si ritroverà ad avere a che fare col primo amore affacciandosi all’età adolescenziale. Soffre la mancanza del padre e l’ostinato desiderio della madre di non abbandonare Napoli, la città in cui è cresciuta. È un bambino che apprezza i semplici gesti e ama il verbo mantenere, tenere-la mano, perché è una promessa. Si affrontano temi importanti: giustizia e lealtà. Purtroppo devo ammettere che ho poco apprezzato il modo in cui De Luca porta il lettore indietro nel suo tempo, mi è sembrato un po’ autocelebrativo e con eccessiva essenzialità. Poche parole, poca trama, sommari accenni e brevi commenti.

“Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esageravano a ingrandire: amare. Mi infastidiva l'uso. Più di tutto mi irritava l'imperativo: ama. Nei libri c'era traffico fitto intorno al verbo amare. Intorno a me non lo vedevo e non lo conoscevo il verbo amare.”

Mi rendo conto che probabilmente mi sono fatta travolgere dal titolo particolare e dalla quarta di copertina.

“Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace. È infantile e io non sono più così. Lo so da un anno, io cresco e il corpo no. Rimane indietro. Perciò pure se si rompe, non importa. Anzi, se si rompe, da lì dovrà venire fuori il corpo nuovo.” 

E’ stato il mio primo approccio ad Erri De Luca e purtroppo ho timore di comprare degli altri libri per paura di non riuscire ad apprezzarli, per cui non mi sento di consigliarlo, ma il mio ovviamente è un parere del tutto soggettivo.

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