sabato 19 settembre 2015

Dov'è finita Audrey? a cura di Katia Fortunato

Autore: Sophie Kinsella
Titolo: Dov’è finita Audrey?
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 285
Data di pubblicazione: 2015
Casa editrice: Mondadori


Audrey ha quattordici anni e da tempo non esce più di casa. Porta perennemente grandi occhiali scuri, e non certo per fare la diva, ma perché questo è il suo modo per proteggersi dalle persone che la circondano e sfuggire al rapporto con gli altri. A scuola le è successo qualcosa di brutto che l’ha profondamente segnata, e ora Audrey è in terapia per rimettersi da attacchi d’ansia e panico che non le permettono di condurre una vita serena e avere contatti con il mondo esterno. Prigioniera della propria casa, riesce a guardare negli occhi solo Felix, il fratellino più piccolo. Suo fratello Frank, invece, ha un anno più di lei ed è ossessionato dai video games e – con grande preoccupazione della madre iperprotettiva e vagamente nevrotica – non si stacca un attimo dal computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Quando Audrey incontra Linus per la prima volta, nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. “Dov’è finita Audrey?” è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride e ci si commuove. Sophie Kinsella riesce ad alternare momenti di puro humor ad altri più seri e teneri con grandissima sensibilità, raccontando il percorso verso la guarigione di una fantastica e coraggiosa ragazzina e parlando al cuore di tutti.


   Diciamo subito che se vi aspettate un libro alla I love shopping (che sinceramente, dopo che Becky l’ha fatto da sola, con la sorella, con l’amica, con la figlia e in giro per il mondo, non se ne può più), allora non leggetelo. Non manca la leggerezza, l’ironia e la delicatezza che caratterizzano la Kinsella, nel trattare argomenti a noi in qualche modo vicini: bullismo, depressione, disturbi dell’ansia.
Potreste obiettare che l’ironia, con questo tipo di argomenti può essere fuori luogo, ma posso assicurarvi che non è così. Audrey è una ragazza dolcissima, fragile e allo stesso tempo forte e determinata che si racconta e ci racconta la sua vita e la sua famiglia con le sue sclerosi e fissazioni. La mamma mi fa morire! Troppo forte. Ha la fissa del figlio maggiore incollato al computer, e studia tutti i modi possibili ed immaginabili per cercare di “scollarlo da lì”, fino ad arrivare, esasperata, a buttare il PC fuori dalla finestra.

“Cioè, non so, i libri! Cos’è successo ai libri? Ecco cosa dovremmo fare! Leggere libri!”

In questo romanzo la Kinsella pur concentrandosi sulla protagonista, non manca di mettere in rilievo il ruolo fondamentale della famiglia. Lei la aiuta, la sostiene, la protegge e la incoraggia. Senza contare il primo amore. Ah, quello non poteva mancare, l’amore può tutto, muove tutto… Anche una cinica, scorbutica e scettica come me è riuscita a provare tenerezza e gioia per l’evolversi di questo “amore”.

“Più ti impegni ad affrontare il mondo e più riuscirai ad abbassare il volume delle tue preoccupazioni. Scoprirai che non hanno nessun fondamento. Scoprirai che il mondo è un posto dove succede di tutto, continuamente, e la maggior parte delle persone ha la capacità di attenzione di un moscerino.”

Anche la terapeuta non è male.

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