martedì 29 settembre 2015

Cento giorni di felicità a cura di Martina Campisi


Autore: Fausto Brizzi
Titolo: Cento giorni di felicità
Genere: Romanzo
Pagine: 400
Data di pubblicazione: 2013
Casa editrice: Einaudi 


Cosa faresti se mancassero cento giorni alla tua morte? Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l'ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, «l'amico Fritz». Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa più difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, «la più perduta delle giornate è quella in cui non si è riso».


   Il protagonista di questa storia è Lucio Battistini, lavora in palestra, allena una squadra di ragazzini, ha due figlie e una moglie che lo lascia perché è stata tradita. Mentre la sua vita scorre, scopre di avere un carcinoma epatocellulare, da lui soprannominato "Amico fritz", e che gli restano solo tre mesi da vivere. Lucio è disperato ma dopo un'iniziale momento di disperazione subentra la rassegnazione, così decide di trascorrere i cento giorni che gli rimangono in modo pieno cercando di lasciare un buon ricordo ai suoi figli e soprattutto cercando di riconquistare la moglie Paola.

“Questa è la storia di come ho vissuto gli ultimi cento giorni della mia permanenza sul pianeta Terra in compagnia dell’amico Fritz. E di come, contro ogni previsione e ogni logica, siano stati i giorni più felici della mia vita.”

Di primo acchito il romanzo potrebbe sembrare un po’ banale, scontato, un po’ fuori dal normale perché l'atteggiamento nei confronti del cancro è relativamente positivo. Fausto Brizzi riesce ad ironizzare sul tema della morte, sul dolore che un uomo può provare sapendo di dover morire così presto e senza poter fare qualcosa per evitarlo.

''Il dopo non è male. Ma godetevi l’adesso che è meglio''

Invece io credo che questa storia può farci riflettere sul senso della vita, ci fa capire quali sono le cose davvero importanti e che spesso presi dai ritmi incalzanti della quotidianità ci sfuggono di mano, semplicemente non riusciamo ad apprezzarle. Apprezzo davvero molto (e non so se ci riuscirei nella realtà anch'io), il modo in cui Lucio si approccia a questa malattia che purtroppo spezza ancora molte vite. 

''L'importante è che la morte ci trovi vivi''

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